Journey – Recensione


Articolo a cura di Samuele Zaboi


Cos’è Journey? Un videogioco? In parte. Un film? Anche. Un’opera d’arte? Una cosa è certa: Journey è un viaggio. Un viaggio di emozioni, di sensazioni, un viaggio capace di toccare quell’antro più nascosto della vostra anima, qualcosa che un videogioco, apparentemente, non potrebbe mai fare.

Per descrivere Journey è difficile restare all’interno dei canonici elementi di un titolo, con gameplay, meccaniche, controlli di gioco. Per il prodotto di That Game Company è necessario prendere l’insieme del lavoro, dal primo movimento dello stick analogico all’ultima nota della meravigliosa colonna sonora.

L’importante è il viaggio, non la meta

Il dibatto è sempre attivo nel mondo videoludico: può un videogioco essere un’opera d’arte o poesia? La risposta è sì, grazie a That Games Company. Nonostante la sua apparente semplicità e banalità (il compito del giocatore, ridotto all’osso, sarà raggiungere una meta superando degli ostacoli per nulla complicati), Journey è in grado di catturare, coinvolgere ed emozionare. Questo lo si era già visto su PlayStation 3 e il titolo si è rifatto il look per PlayStation 4, mostrandosi in tutto il suo splendore e meraviglia. In questo senso gli occhi brilleranno nel vedere i granelli di sabbia spostarsi al contatto con il protagonista o le dune muoversi dolcemente al soffiare di un vento leggero.

Journey è un viaggio. Un viaggio che parte in quello che forse può essere considerato il luogo più povero di tutti, un deserto che però si rivela essere ricco come non mai, con una storia in grado di suscitare domande nell’utente e di portarlo a caccia di risposte. Da qui inizierà l’avventura che porterà i giocatori, controllando il proprio alter ego, una sorta di umanoide, attraverso rovine e mondi non così banali come si potrebbe pensare. Grazie ai controlli di gioco estremamente semplici, in pochissimi secondi sarà possibile essere catapultati all’interno del mondo di Journey, scoprendone i segreti, le meraviglie e lasciandosi cullare dalle musiche e da una colonna sonora che a tratti saprà anche emozionare.

Un viaggio unico

Poter trovare le giuste parole da battere sulla tastiera del proprio computer per descrivere ciò che è Journey non è semplice, soprattutto considerando il fatto che la fama accumulata dal gioco nel corso degli anni lo ha reso una sorta di status symbol nel mondo videoludico. Poco importa la breve durata del viaggio (un paio d’ore potrebbero portare a destinazione, ndr) perché la voglia di tornare in quegli ambienti ed esplorare ogni singolo centimetro, forse dimenticato o non notato in precedenza, sarà forte. Conoscere ogni angolo di Journey, per sentirne a pieno l’essenza, diventerà il vero obiettivo del giocatore.


Provando per un secondo a soffermarsi sugli aspetti più tecnici del gioco, e cercando di tralasciare il lato emotivo ed emozionale, il titolo di That Game Company appare splendido e ricco di dettagli nonostante gli ambienti apparentemente poveri (basti pensare ai granelli di sabbia citati in precedenza, ndr). Journey su PS4 scorre fluido senza il minimo intoppo e scivolare sulle dune sarà un vero piacere che si vorrà protrarre il più a lungo possibile. Essendo questa una recensione, cercheremo di dare un voto numerico al gioco, anche se questo è frutto di un’esperienza diretta tra il titolo e il giocatore e dalle emozioni ottenute perché è questo ciò che è Journey, un’esperienza da vivere e da rivivere.

Commenti finali

Journey resta una perla in ambito videoludico. Quanto già visto su PlayStation 3 si conferma su PlayStation 4, con una risoluzione di 1080p e con 60fps, dati che danno ulteriore splendore al titolo di That Game Company. Semplicità, ricchezza, emozioni e bellezza sono solo alcune delle parole che si potrebbero utilizzare per descrivere Journey, un titolo il cui acquisto è assolutamente consigliato, soprattutto qualora non ci fosse stata l’opportunità di provarlo su PlayStation 3.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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