Recensione mobile: The End of the World


Un gioco Android e per dispositivi Apple che racconti bene una storia impegnata, ma che abbia anche l’immediatezza che si richiede a questo tipo di prodotti e delle meccaniche intuitive? The End of The World corrisponde a tutte queste caratteristiche. Titolo sviluppato da una singola persona, Sean Wenham, e disponibile per Android e iOS.


The End of the World è un’avventura a scorrimento laterale che racconta le giornate tutte uguali di un ragazzo che non ha più l’amore della sua vita al suo fianco. Un amore che finisce può essere davvero la fine del mondo per taluni e così è per il protagonista. Il mondo in cui ci si muove, la città inglese di Newcastle, è in totale disfacimento, come se fosse stata oggetto di bombardamenti. Non è così: è il giovane personaggio a vedere la sua città in quello stato, perché il suo cuore è spezzato.

Una storia triste, dunque, ma che non deve ingannare. The End of the World è un gioco leggero nelle sue meccaniche e che si presta a una partita veloce. Può essere concluso in circa quindici minuti. L’obiettivo è trascorrere le giornate facendo gesti quotidiani, come prendere il caffè o leggere il giornale, e visitare i luoghi che il protagonista e la sua ragazza bazzicavano quando erano innamorati. Un orologio in alto a destra, se premuto, ci farà rivivere i ricordi di quell’amore, lo scenario cambierà colore diventando più caldo e accogliente.

Grafica piacevole che ricalca i disegni fatti con gli acquerelli, atmosfera ovattata e dalle tinte bagnate. Un gioco altamente consigliato da Player.it. Il titolo pesa circa 106 MB ed è totalmente gratuito.

Link per il download —–> Play Store,  App Store

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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