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D&D Daggerdale: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Quanti fantasy action o RPG sono già usciti in questo 2011???
Sinceramente inizio a non contarli più e a non ricordare neanche più i loro nomi perché, benché sia un genere che apprezzo davvero tanto, devo ammettere che la ripetitività di alcuni titoli è una costante: soliti maghi cattivi da uccidere, streghe da eliminare, Dungeon da ripulire e via di questo passo. Di titoli originali veri e propri ne saranno usciti due, di cui uno è il recente The Witcher 2.

Tagliando la testa al Toro, questo nuovo capitolo della serie di Dungeon & Dragons, strizza l’occhio al commerciale, mettendo da parte la sua vera caratteristica principale, quello per cui la serie brillava per davvero: il gioco di ruolo.

Daggerdale è poco più di un hack’n’slash fantasy di media fattura, pensato unicamente per giocatori che vogliono sbattersi poco e divertirsi quel giusto.

Per me, considerato il nome che porta, è una vera e propria provocazione.

SIAMO SEMPRE IN 4

Domanda: possibile che i personaggi da scegliere, debbano essere sempre quattro? Farne cinque, non sarebbe più bello e vario? Ironia a parte, in Daggerdale dovremo scegliere fra quattro classi di personaggi: abbiamo il Guerriero umano, la Ladra Elfa, il Mago mezzo Umano e mezzo Elfo e ovviamente il Nano mezzo guerriero e mezzo chierico. Ogni categoria avrà dalla sua elementi positivi e negativi come poi succede per ogni classe dall’inizio dei tempi Fantasy ad oggi.

Il brutto del gioco è che il regolamento tanto famoso di Dungeon & Dragons è andato a farsi benedire in favore di combattimenti da mischia in cui prevale la forza bruta e le mosse speciali.

Per mettere le cose in chiaro, diciamo che Daggerdale segue ne più ne meno la scia di Dragon Age 2, dove lo spettacolo scenico ha preso il posto delle tattiche dinamiche o della ponderatezza da gioco di ruolo.

Daggerdale non ha molto carisma ma anzi si lascia giocare con disinvoltura, salendo di livello in livello nella maniera più semplice possibile senza nemmeno stupire troppo grazie a nuovi attacchi più complessi o a nuove magie più potenti.

Insomma, ci troviamo per le mani un prodotto scia che vuole seguire la moda senza aggiungere nulla al contenuto.

Un prodotto commerciale che forse è rivolto a quelle persone che non hanno mai sentito nominare l’acronimo GDR.

Fra le cose positive però, devo ammettere una buona pensata: se da una parte, nei Fantasy più classici, salendo di livello diventa più facile sterminare gli avversari, qui sembra che la cosa accada in senso contrario.

Salendo di livello sembra che i nemici acquistino più vigore e forza: non so bene se questo fatto sia davvero voluto dai programmatori o meno anche perché a pensarci bene è una mossa strana in un gioco che alla fine si ritaglia uno spazio poco più che da hack’n’slash passabile.

GDR OPPURE BUG?

Purtroppo per noi, la parola BUG non è l’acronimo di nulla di positivo ma porta con se solamente cose brutte.

Era da tempo che non mi capitava di giocare un titolo cosi pieno di difetti come questo Daggerdale. Difetti che accrescono la sensazione di gioco fatto uscire prematuramente solamente per cavalcare l’onda del successo del genere Fantasy.

Fra le cose più orribili segnalo una forte compenetrazione di poligoni ovunque vi muoviate: eempio, state ramazzando un corpo prendendo gli oggetti che ha lasciato alla sua morte, rimanete bloccati fra le sue gambe.

State combattendo contro tre o quattro Goblin e stranamente questi ultimo scompaiono dallo schermo mentre continuate a subire danni. Acquistate una nuova facoltà e improvvisamente sparisce dal menù.

Correte all’interno di un corridoio stretto e improvvisamente vi ritroverete a vagare in una scenografia senza texture. Per non parlare della telecamera che alle volte inquadra il nulla.

Capirete da soli che il termine giusto non lo posso dire ma schifezza di codice mi sembra una valida alternativa.

Sinceramente non so se su Console le cose potrebbero essere più pacate ma su PC, una situazione del genere per gente che spende soldi e che vorrebbe un prodotto valido, è indecorosa. Anche sul fronte grafico e su quello audio – una vera porcata la traduzione (Death Sword, tradotta in spada sterminatrice oppure Fire Sword in spada fiammeggiante??? Ah ah ah) in italiano – siamo dalle parti del prodotto scadente.

Brutte le texture generali e la modellazione sia degli Eroi che delle creature nemiche – qualcosa tende a salvarsi, come l’illuminazione dinamica o qualche effetto speciale ma proprio per voler fare i buoni.

RIDATECI I SOLDI
Se siete arrivati fino a questo punto, saprete già la risposta.

Daggerdale è un gioco commerciale mal programmato, visivamente orribile e tradotto nella nostra lingua in maniera grossolana.

Sinceramente non consiglierei di prendere il gioco nemmeno se fosse gratis, figuriamoci a pagamento.

Daggerdale è l’esempio lampante di come non dovrebbe mai essere presentato un gioco sul mercato: la discesa progressiva nei meandri di un gioco spazzatura.

Votazione finale: 47/100

Articolo a cura di Redazione Player.it

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