Brink – Videorecensione


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A tre anni dal loro ultimo successo gli inglesi di Splash Damage tornano sul mercato con Brink, un FPS tutto nuovo che vuole reinventare il genere. Movimenti da acrobati, personalizzazioni infinite ed un uso massivo dell’online sono le principali caratteristiche di questo gioco. Successo o esercizio di stile? Scopritelo in questa nostra video recensione o andate nel dettaglio in questa lunga recensione testuale.


Videorecensione di Brink disponibile sulla GamesVideoTV

L’UTOPIA DI UN MONDO PERFETTO

La storia che vivremo in Brink ha come sfondo Arca, una citta stato costruita su un’isola galleggiante realizzata da scienziati e ricchi magnati il cui obiettivo era costruire una città ecologica ed autosufficiente, visione di una realtà utopica per i primi e di parco giochi per i secondi. Presto però Arca divenne l’unica ancora di salvezza per un mondo che pian piano veniva sommerso a causa dello scioglimento dei ghiacci. Con il mondo pronto a crollare, Arca venne invasa da chiunque riuscisse a raggiungerla e per mantenere le distanze ed evitare che le risorse offerte dall’isola scomparissero in breve tempo, i ricchi proprietari di questo progetto divisero Arca in due città costruendo un alto muro ponendo ricchi e poveri, scienziati e ignoranti, cittadini e briganti in parti distinte dell’isola. A trent’anni da questi avvenimenti l’isola si trova isolata e l’equilibrio dei poteri crolla ponendo le Forze di Sicurezza della parte ricca della città contro la Reistenza composta da combattenti della parte povera.

Divisa in sedici differenti missioni, otto per fazione, la modalità storia di Brink ci consente di vivere appieno il mondo e il modo di combattere di entrambe le fazioni, in ogni momento potremo scegliere se affrontare una missione dal punto di vista dei poliziotti o da quello dei ribelli e la scelta di difendere Arca o distruggerla è tutta nelle nostre mani.


“SPARTANI!!”, “Siamo su Arca.” … “ARCHESI!!!”

Scenari apocalittici, muri di divisione e lotta dura tra buoni e cattivi non è certo il preambolo più originale che un gioco potesse offrirci. Pur offrendo comunque una storia godibile, Brink non punta su questo, è il gameplay il suo zoccolo duro dietro al quale si nasconde un sistema denominato SMART (Smooth Movement Across Random Terrain – Movimento fluido su territorio aleatorio). Questo sistema non è altro che un motore fisico che interpreta le azioni del giocatore a seconda della sua direzione e di ciò che lo circonda cercando di anticipare con logica le sue intenzioni. Grazie alla pressione di un singolo tasto durante la corsa, la camminata o quando ci troveremo di fronte ad un ostacolo, SMART ci consente di correre, saltare, scivolare, arrampicarci, correre sui muri rimbalzando, metterci in copertura e mandare a gambe all’aria i nemici, oltre ad una lunga serie di altre possibili azioni.

E’ questo sistema ciò che reinventa il genere FPS, in Brink non dovremo limitarci a seguire un canalone all’interno di ambientazioni dove ogni nostro movimento segue un binario ben preciso. Il campo di combattimento è totalmente aperto e grazie alla possibilità di interagire con pressoché ogni muro, parete o ostacolo, avremo la libertà di affrontare il combattimento in più modi e non semplicemente ponendoci faccia a faccia con la fazione nemica.

UNO, NESSUNO E CENTOMILA

Alla modalità storia si aggiungono poi le sfide, partite scriptate in cui ci verrà chiesto di raggiungere specifici obiettivi o checkpoint in tempi ben stabiliti o con il solo uso di specifiche armi o abilità. Queste sfide sono necessarie per un altro dei punti di forza di Brink, ossia la personalizzazione.


Se un colosso incontra uno smilzo… so’ problemi!!

Subito dopo aver assistito al video introduttivo, il gioco ci chiederà di realizzare il nostro alter ego, uno tra gli otto massimo salvabili – resta ovviamente la possibilità di eliminare un personaggio per crearne uno nuovo. Tale numero però non deve trarre in inganno, i numeri che offre Brink sono tutt’altri. A detta di Splash Damage, il totale di personaggi che potremmo realizzare prendendo in considerazione tutte le variabili offerte dal gioco sono 102.247.681.536.000.000 e no, non chiedeteci come si pronuncia questo numero, sappiamo solo che sono tanti, forse anche troppi. Non tutte le personalizzazioni saranno attive da subito, così come avviene con le venti armi e le relative personalizzazioni, oltre alle abilità che su ogni singola classe si possono sbloccare attraverso punti e progresso di gioco. Se all’inizio avremo ad esempio un solo taglio per i capelli, alla fine dei progressi ne avremo oltre quindici e così come avviene con le capigliature, stessa cosa succederà con pantaloni, scarpe, camicie, occhiali, tatuaggi, caratteristiche del viso ed altro ancora.

Una delle modifiche fondamentali nel gioco e disponibili solo concludendo specifiche sfide, sono le corporature. Se all’inizio potremo scegliere solo quella media, grazie alle sfide concluse potremo scegliere anche tra agile e imponente. Se con la corporatura media ci troveremo con un alter ego in grado di correre, saltare e arrampicarsi, la corporatura agile aggiunge a queste caratteristiche la possibilità di correre sulle pareti utilizzandole come trampolini o raggiungere luoghi più alti rispetto a quelli raggiungibili con una corporatura media. Ogni abilità però ha un suo prezzo, l’estrema agilità data da un corpo snello ci pone anche come obiettivi più semplici da uccidere a causa di una barra della vita decisamente più corta. Discorso opposto invece per la corporatura robusta, a causa del peso infatti potremo saltare ostacoli più bassi, non potremo correre su muri o saltare lunghi fossati, ma in compenso otterremo una barra vita praticamente doppia rispetto alla corporatura agile.


Altra caratteristica importante è la classe che il giocatore decide di applicare al proprio alter ego. Modificabile in ogni momento attraverso l’uso degli avamposti, il giocatore può scegliere di indossare i panni del Soldato, l’ ideale per chi vuole restare nel vivo dell’azione uccidendo e lanciando esplosivi di ogni genere. Il medico al contrario è adatto ai giocatori che amano restare dietro la prima fila aiutando i compagni, non solo scontrandosi con il nemico, ma rimettendo in sesto gli amici mandati a terra. Ingegnere è la classe tecnica del gioco, quella che consentirà nei match di distruggere le postazioni nemiche, montare e attivare torrette di difesa o disabilitare quelle dei nemici oltre che piazzare esplosivi ad alto potenziale. L’agente infine è la classe adatta a chi vuole infiltrarsi tra le fila dei nemici. Grazie ad un pod gli agenti possono indossare gli abiti dei nemici e passare per tali finché non attaccheranno qualcuno o interagiranno con gli avamposti.


Sono bravo e sono bello, voglio fare il modello!!

Ogni classe infine ha abilità specifiche di supporto ai propri compagni, cosa che pone come obiettivo principale tra i giocatori l’interazione e il supporto. Queste abilità, gestibili attraverso l’uso di un singolo pulsante, sono sempre disponibili ed avviabili quando ci si trova in prossimità del compagno che necessita il nostro intervento. Si comincia dal soldato che è in grado di vedere quante munizioni hanno i propri compagni e nel caso in cui queste siano poche, lanciare dei pacchetti munizioni che riempiranno nuovamente la loro scorta. Allo stesso modo il medico può intervenire sui compagni mandati a terra ma non finiti lanciando loro delle siringhe grazie alle quali il giocatore ferito potrà riprendersi. Il tecnico, oltre ai vari interventi su bot e macchinari vari, può potenziare le armi dei propri compagni, mentre la spia, attraverso l’hacking degli avamposti nemici fornirà dettagli su posizioni di trappole e nemici sul radar. Tutte queste abilità, oltre ad essere attive per i propri compagni, possono essere utilizzati anche per se stessi così da sfruttare al meglio le capacità di ogni singola classe.

Tra modalità storia e sfide necessarie per sbloccare alcune importanti caratteristiche, il gioco chiede un impegno inferiore alle otto ore per essere completato. Discorso diverso è invece il cento per cento che richiede ore aggiuntive e una discreta dose di abilità e passione per il gioco.

ONLINE “RICCO”… MI CI FICCO…

La parte del Leone in Brink è la componente online. Giocabile sino ad un massimo di sedici giocatori, otto per fazione, il comparto online del titolo di Splash Damage è ampio ed estremamente divertente. Si parte dalla possibilità di giocare l’intera trama non solo in modalità cooperativa, ma anche competitiva. I bot gestiti dal gioco quando si è offline possono essere sostituiti in qualunque momento da gente in carne ed ossa se si è connessi e che, pad alla mano, potranno affiancarci per ottenere la vittoria o ostacolarci facendoci così fallire. Questo sistema, come accennato, è sempre attivo quando si è connessi e se cominceremo una partita con compagni e avversari bot, difficilmente finiremo la missione senza che uno di questi bot venga sostituito da un giocatore in carne ed ossa.

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Spiacente, ma la funzione da lei cercata non l’ho trovata… provi a girare da solo!

Ricco di qualità, ma povero in quantità è il comparto multiplayer competitivo sconnesso dalla storia. Avremo la possibilità di partecipare o creare nuove partite sfruttando due modalità differenti nel nome e nell’obiettivo da ottenere, ma identici invece dal punto di vista del gameplay. Entrambe le modalità sfruttano il concetto di stopwatch per la vittoria. Ogni singolo match è composto dunque da due round in cui le due squadre in campo si alterneranno tra attacco e difesa. A vincere la partita non sarà la squadra che conquisterà più obiettivi secondari o il giocatore che concluderà il match con il punteggio più alto, ma la squadra che in fase di attacco avrà portato a compimento l’obiettivo principale nel minor tempo possibile. Se già nota come modalità di gioco pur essendo poco utilizzata dagli FPS moderli, lo Stopwatch nel mondo di Brink offre il suo massimo potenziale grazie alle innumerevoli variabili date da SMART e dalla personalizzazione del proprio alter ego, alter ego che sarà sempre lo stesso, con le stesse abilità, classe e personalizzazioni che utilizzeremo indistintamente tanto offline quanto online.

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA?

Di SMART abbiamo già parlato, ma il comparto tecnico non è tutto qui. A muovere graficamente Brink c’è l’Id Tech 4, rivisto e migliorato rispetto a quanto visto in Quake III o CoD2. Lo stile grafico adottato da Splash Damage è caricaturale ma mai pesante e qui, oltre che in classi e modalità di gioco, si sente molto l’ispirazione derivante da Team Fortress 2. Pur non essendo esente da difetti, in particolare si segnalano problemi di tearing soprattutto nei filmati, il comparto tecnico del gioco è sufficiente restituendo a schermo un mondo vario, ricco di dettagli e ottimamente caratterizzato dagli sviluppatori.


Dispiace mica se finisco di saldare qui intanto?!

Buono il comparto audio che gode di un doppiaggio completamente in lingua italiana, non perfetto, ma abbiamo decisamente sentito di peggio. Più che discreta la colonna sonora composta da circa sessanta minuti di musica rockeggiante e sempre in tema. Ottimo anche il comparto effetti che restituiscono un mondo vivo e carico di bocche da fuoco.


CONCLUSIONE

Storia intrigante, gameplay innovativo, movimenti da parkour e personalizzazioni a non finire fanno dell’opera di Splash Damage un gioco intrigante e divertente. Non siamo di fronte al solito FPS trito e ritrito, ma ad un gioco che reinventa lo stile e offre quel qualcosa in più che mette in secondo piano i difetti.

Il titolo di Spalsh Damage non è forse per tutti, i fautori degli FPS classici si troveranno un po’ spiazzati, soprattutto per ciò che riguarda il sistema SMART che unisce i movimenti alla Mirror’s Edge con uno shooter carico di armi ed abilità. Se eravate alla ricerca di qualcosa di nuovo, Brink è senza ombra di dubbio ciò che fa per voi!

Brink è un FPS sviluppato da Splash Damage e distribuito da Bethesda Softwork per le piattaforme Playstation 3, Xbox360 e PC, il rilascio è previsto per il 13 Maggio 2011!

VOTO: 8 SU 10


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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