NBA 2K11 – Recensione


nba-2k11Dopo diversi passi falsi commessi l’anno scorso, Visual Concepts ha ripreso in mano il suo più importante brand per rimandarlo sul più alto gradino della simulazione NBA. Con NBA 2K11 gli sviluppatori californiani hanno puntato non solo a migliorare il loro gioco, ma anche ad offrire un pezzo di storia, è dal 2003 infatti che Sua Altezza Michael Jordan non è testimonial e non compare in un gioco dedicato all’NBA. Ma in NBA 2K11 Jordan non è solo marketing, è anche, se non soprattutto, una modalità di gioco che vale il costo del titolo da sola.

Se siete amanti di Jordan e dell’NBA, non perdete neanche tempo a leggere questa recensione, andati dritti al vostro negozio di fiducia, acquistate NBA 2K11 e tornati a casa date il via al miglior gioco dedicato all’NBA da sempre.


SEMPLICEMENTE IMMENSO

Avviato il gioco noteremo da subito un’immensa quantità di azioni che potremo intraprendere, le modalità di gioco sono infatti moltissime e vanno dalle classiche come tornei e partite veloci alle carriere da intraprendere come giocatore o General Manager, senza dimenticare il multiplayer e varie modalità incentrate su Michael Jordan, caratteristica quest’ultima di cui parleremo in un capitolo ad essa dedicata.

Una volta pronti per giocare bisogna imparare a farlo, NBA 2K11 non è infatti un gioco arcade in cui ogni passaggio ed ogni tiro andrà a segno, tutt’altro. Anche utilizzando le difficoltà più basse bisogna imparare ad usare gli schemi, le finte e qualsivoglia altro movimento per fregare l’avversario che viene gestito da un’IA ottima, anche se a volte forse troppo aggressiva negli intercetti, siano essi passaggi o tiri diretti a canestro. Rispetto al passato comunque molto è stato semplificato con il palleggio ora reso più intuitivo e gli schemi, memorizzati sulla croce direzione, creano icone e segnali sul rettangolo di gioco in modo da farci vedere “sul campo” qual è l’azione che stiamo chiamando. Nonostante tutto sia più semplice, imparare a gestire tutti gli aspetti di una partita richiede tempo da giocare a difficoltà basse e con qualche aiuto in più giusto per cominciare – ovviamente se avete già una buona esperienza con la serie di Visual Concepts, saranno poche le cose da imparare da zero e potrete da subito buttarci sul parquet pronti a vincere tutti i titoli in palio. Chiunque sia poi in possesso di una PlayStation 3 con l’ultimo nato in casa Sony, ossia il controller Move, potrà accedere ad una modalità dedicata in cui si potrà giocatore attraverso questo controller di movimento. Replicando con la mano e le braccia i movimenti di lancio, passaggio e schiacciate, combinandoli anche alla pressione dei pulsanti, potremo muoverci davanti alla TV come un vero cestista. Peccato solo che il sistema non riconosca ancora il navigation controller, cosa che ci obbliga a tenere un normale pad (Sixaxis o Dualshock) a portata di mano.


Ma che hai mangiato?! Tieni una fiatella che abbatte un muro!!

Come modalità di gioco, come già accennato, NBA 2K11 offre un ampissimo ventaglio di opzioni. Si va dai tornei diretti alle partite veloci che ci consentono di scendere subito in campo e ritornano la modalità Associazione e My Player che sono i nomi delle modalità carriera del titolo di Visual Concepts. La modalità associazione ci mette come General Manager (GM) di una squadra a nostra scelta tra tutte le squadre dell’NBA. Grazie all’IA completamente rivista però fare da GM non sarà più così semplice, dovremo infatti tener conto di tutti gli aspetti reali come il tetto salariale del team per dirne una, ma l’osso più duro in cui ci imbatteremo sono gli altri GM gestiti dal sistema, ora molto più realistici e decisamente più legati ai propri talenti – in altre parole i Lakers non si priveranno quasi mai di Gasol e Bryant, così come i Miami Heat si tengono ben stretti LeBron ed Arroyo. Come GM ci toccherà dunque gestire ogni aspetto della squadra, dal roaster agli allenamenti, dagli scambi agli schemi ed una volta giunta la partita potremo scegliere se scendere in campo e giocarla indossando i panni dei nostri giocatori o più semplicemente simularla lasciando che il risultato sia lo specchio del nostro successo o insuccesso da GM. Più appagante, almeno per chi vi scrive, è la modalità My Player che consente di creare un giocatore da zero portandolo da semplice matricola a leggenda dell’NBA. Rispetto al passato sono stati aggiunti piccoli aspetti da GDR attraverso cui dovremo gestire il nostro personaggio, al termine delle partite infatti ci troveremo sempre in una conferenza stampa dove ci saranno fatte diverse domande. A seconda delle risposte date potremo avere un pubblico che ci osanna o che ci fischia, una squadra che ci rende partecipi ad ogni azione o che si comporta con noi come se noi fossimo un avversario. Allo stesso modo si comporterà lo staff, verremo coccolati e presi sempre in considerazione o scaricati il prima possibile. Il nostro rendimento dunque non sarà l’unico aspetto importante per la carriera, anche se maggiori saranno gli errori, più alto lo stress e dunque poca la lucidità e precisione sotto canestro. A trasformarci in leggenda sarà la nostra abilità con la palla e con la lingua.


Il volo per il canestro è in partenza… proprio dietro di te!!

Anche il comparto online è ricco di modalità di gioco, ma si tratta senza ombra di dubbio di ciò che di peggio può offrirvi NBA 2K11. Nelle partite che abbiamo fatto ci siamo ritrovati quasi sempre con giocatori aventi problemi di lag, un difetto che per un gioco come il basket è decisamente imperdonabile. Il problema tuttavia non è risultato essere continuo, siamo dunque speranzosi che una patch possa riuscire a porre rimedio.

NUMBER 23, HIS AIRNESS… MICHAEL JORDAN


Ed eccoci a Jordan, se le sole modalità legate a lui fossero tutto il gioco, l’acquisto sarebbe comunque giustificato. La più importante modalità legata al più grande cestista di tutti i tempi si chiama Jordan Challenges e si tratta di dieci sfide che riprendono dieci momenti cardine della carriera di Jordan, dal suo esordio contro i Celtics al suo primo ritorno ai Bulls dopo la parentesi da giocatore di baseball. In queste dieci sfide saremo al controllo di Jordan e dovremo replicare in tutto e per tutto la storia, nella prima sfida dunque dovremo fare sessantatre punti con il 50% o più di precisione al tiro, mentre nella seconda sfida la precisione sarà la stessa, avremo l’obbligo di vincere e di segnare uno dei momenti storici dell’NBA, ossia quota sessantanove punti in una partita. Come detto comunque, sono in tutto dieci le sfide che ripercorrono solo alcuni dei momenti più importanti della vita di questa leggenda e giocando nei panni di Jordan ci muoveremo realmente nei tempi in cui questi momenti sono avvenuti, cosa che ci permetterà di incontrare e scontrarci con altre leggende come Magic Johnson, Bird o Wilkins, sbloccandoli anche come personaggi giocabili.


Senza parole

Ultimate le dieci sfide otterremo una nuova modalità di gioco che ci consentirà di affrontare la modalità My Player nei panni di Michael Jordan, ma ai tempi d’oggi. Toccherà dunque a noi portare MJ da rookie a leggenda allenandoci, sfruttando al meglio il gioco di squadra e migliorando le nostre abilità attraverso i punti abilità che accumuleremo con le partite vinte ed le azioni che forniranno punti. Le ultime due modalità legate a Jordan hanno a che vedere con la sua squadra e le sue scarpe. Vincendo sfide e partite sbloccheremo di volta in volta i team dei Bulls storici, come quello che è stato in grado di segnare lo score di settantadue partite vinte su ottantadue nella regular season, record tutt’oggi imbattuto. La quarta ed ultima feature, come detto, si incentra sula Nike Air Jordan, le famose scarpe firmate dal cestista. Attraverso specifiche azioni e partite andremo a bloccare scarpe sempre diverse che non hanno solo una funzione estetica, ma fungono da bonus aggiuntivi per il nostro alterego, indossando infatti queste scarpe miglioreremo il salto, tiro, passaggio, corsa, resistenza e tanto altro ancora.

COME SE FOSSE VERO!!

Tolto il multiplayer che si comporta come un neo peloso su un bellissimo viso, NBA 2K11 soffre anche di un problema che nei giochi di oggi ci si aspetta di non avere, ossia un motore fisico non in tempo reale. Animazioni, passaggi, movenze e qualsivoglia movimento di ogni giocatore si sviluppa su binari ben precisi e non vengono calcolati all’istante. La cosa la si può notare facilmente quando si cerca di concatenare più mosse una dietro l’altra, la sequenza infatti risulta sempre identica, ovunque sia fatta e con qualunque giocatore la si attui. In un gioco come il basket tuttavia questa linearità non è un grande problema, come lo è invece per un gioco di calcio. Speriamo comunque che Visual Concepts si decida il prossimo anno ad abbandonare questi binari per passare ad un motore fisico che gestisce mosse, contatti e movenze in tempo reale.
Tolti i meri aspetti tecnici, bisogna puntare sulla grafica e sulle visuali ed è qui che si vede tutta la passione degli sviluppato. Giocando ad NBA 2K11 ci si ritroverà realmente nel mondo dell’NBA, tutti i più grandi cestiti hanno un livello di dettaglio che rasenta il fotorealismo e l’aggiunta di animazioni specifiche legate solo ai grandi campioni, rende questi personaggi in gioco ancor più simili alle loro controparti reali. Se tutto ciò non fosse sufficiente, la gestione delle inquadrature in campo, dei replay e degli stacchi replicano l’aspetto, i tempi e la qualità dei tagli televisivi portandoci così a vivere in tutto e per tutto una vera partita dell’NBA.


Intercetto, passaggio e l’avversario è battuto.

Per quanto riguarda il comparto audio ci troviamo per il secondo anno a non godere di una telecronaca in italiano, ma solo ed esclusivamente in inglese e senza ovviamente alcun supporto come i sottotitoli – tutto il gioco, manuale, menu e gestione è in lingua italiana, solo la telecronaca non è localizzata. Ottimo il campionamento delle arene ed azzeccata la selezione dei brani come sempre tendenti all’hip hop.

CONCLUSIONE

NBA 2K11 risale nuovamente sul gradino più alto, è lui il miglior titolo dedicato all’NBA. La presenza di Jordan, per quanto sia molto importante a livello di marketing e per le nuove modalità, è solo una delle facce di questo fantastico diamante realizzato da Visual Concepts per 2K Sports. Visivamente perfetto, il gioco non ottiene il dieci pieno a causa dell’online instabile e di quei movimenti ed animazioni pre-settate di cui ci si lamenta tanto nei giochi di calcio (alzi la mano chi ha pensato PES).


Se siete amanti del mondo dell’NBA e l’inglese è la vostra seconda lingua, non ci sono motivi che possano tenervi lontano da questo gioco. Se siete invece neofiti del genere, NBA 2K11 è il trampolino di lancio perfetto per cominciare ad amare il Basket.

NBA 2K11 è disponibile per PC, Xbox 360, PS3, PS2, PSP e Nintendo Wii.

VOTO: 9.5 su 10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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