Lanciato il Kickstarter di Pathfinder: Kingmaker, videogioco ispirato al GDR

Esplorazione, gestione di un Regno, diplomazia, politica, alleati, fazioni - questo e molto altro nel primo crpg basato su Pathfinder e scritto da Chris Avellone.


Dalle scorse ore è possibile sostenere il progetto di Pathfinder: Kingmaker, che si prefissa di arrivare a 500.000$ entro 35 giorni. Questo videogioco per computer sarà una trasposizione dell’omonimo Adventure Path, noto in italiano come Alba dei Re.

Il gioco è chiaramente ispirato a titoli come Baldur’s Gate, Icewind Dale e Planescape Torment: visuale isometrica, costruzione dettagliata del personaggio, combattimento in tempo reale ma con la possibilità di mettere in “pausa tattica” grazie alla barra spaziatrice, per poter gestire minuziosamente le azioni di ogni membro del party. Party che verrà formato da quelli che preferiremo tra una moltitudine di personaggi che incontreremo lungo l’avventura – e se Owlcat Games si è ispirata alle parti migliori dei giochi sopracitata, potremo aspettarci personaggi ben caratterizzati, ciascuno con una propria agenda e obiettivi, e con dialoghi che ce li faranno amare, odiare, che ci faranno ridere e magari anche scendere qualche lacrima.

Molti dei potenziali alleati sono i personaggi iconici di Pathfinder, che siamo abituati a vedere nei manuali
Molti dei potenziali alleati sono i personaggi iconici di Pathfinder, che siamo abituati a vedere nei manuali.

A farci ben sperare nella profondità dei dialoghi c’è il fatto che la storia e le missioni originali saranno espanse da niente di meno che Chris Avellone, noto per aver lavorato a titoli come Planescape Torment, Mask of the Betrayer (l’espansione di Neverwinter Nights 2), Fallout 2 e Fallout: New Vegas, Star Wars Knights of the Old Republic II: The Sith Lords, Pillars of Eternity, Torment: Tides of Numenera, Prey, e che attualmente sta lavorando al nuovo capitolo di Divinity: Original Sin.

Il gioco promette tutto ciò che un appassionato di Pathfinder può sperare (tranne forse un combattimento integralmente a turni, mannaggia a loro!): più di quattrocento talenti e capacità di classe, più di trecento incantesimi, più di cinquecento oggetti magici, più di cento mostri, oltre naturalmente alle razze e classi dei manuali base.

Essendo la trasposizione dell’Alba dei Re, però, possiamo aspettarci anche qualcosa di più: si tratta di un’avventura molto open-world e con elementi addirittura gestionali – i giocatori costruiranno il proprio regno a partire dalle terre selvagge, e diplomazia, politica e la capacità di guidare un esercito saranno parte integrante del gioco così come l’esplorazione e il dungeon crawling.

Le terre che annetteremo al regno, le fortezze, le città verranno plasmate anche fisicamente dalle nostre scelte, dalle politiche che implementeremo, dagli alleati di cui decideremo di fidarci e da come tratteremo con le varie fazioni in cui ci imbatteremo. Con quattordici regioni annettibili, trecento diversi eventi e cento progetti legati alla gestione del regno, Kingmaker si prospetta un videogioco con profondità, longevità, rigiocabilità e varietà invidiabili.

Kingdom Management
Ci sono molti modi di gestire il proprio Regno, e molte ricompense da ottenere

Gli sviluppatori promettono una durata di 40 ore per la sola storia principale, più altre 40 se ci si vorrà dedicare alle quest opzionali.

Saranno inseriti degli stretch goal al kickstarter che, se raggiunti, porteranno all’implementazione di ulteriori elementi come almeno due archetipi per classe, nuove classi giocabili tra cui il Magus, nuove razze giocabili, nuovi alleati, un mega-dungeon e altre location che espandano il già ricchissimo ambiente dell’Alba dei Re. Eventuali traduzioni del gioco, nonché la compatibilità con Linux e OS X, dipendono a loro volta dal raggiungimento di questi stretch goals.

Da un’intervista ad Avellone scopriamo che sarà possibile intrattenere vari tipi di relazioni coi compagni del party, tra cui amorose; che sarà possibile giocare personaggi malvagi (“e crudeli, e astuti”) con scelte e linee di dialogo dedicate e soddisfacenti. In generale sembra puntare molto sulla libertà di scelta e sull’approcciare le situazioni in molti modi differenti, e sul fatto che queste scelte avranno un impatto sul mondo e cambieranno anche il rapporto coi nostri compagni.

Non ci sono ancora requisiti del gioco definitivi, ma in un commento su Facebook della pagina ufficiale, sono stati dichiarati come provvisori questi:

REQUISITI MINIMI

  • Video: Intel HD Graphics 3000
  • CPU: Intel Celeron 1037U @ 1.80GHz
  • RAM: 4 Gb
  • OS: Win 7
  • Risoluzione: 1366 x 768

 

REQUISITI RACCOMANDATI

  • Video: Ati Radeon HD 5770/FeForce GTX 960M
  • CPU: Intel Core i7 CPU 920 @ 2.67GHz
  • RAM: 8 Gb
  • OS: Win 7
  • Risoluzione: 1920 x 1080

Il gioco sarà disponibile in accesso anticipato attorno ad agosto 2018. Non si sa ancora nulla circa una data di uscita ufficiale, ma l’hype è già alle stelle.

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Articolo a cura di Alex Grisafi

Classe '93, siciliano di origini, bresciano di nascita, a Milano per studi e lavoro.

Ho iniziato con i giochi di ruolo in seconda media con D&D 3.5, arrivando a giocarne una settantina (a novembre 2019), dai più noti agli indie. Ho approfondito parecchio questioni di game design dei GDR e di come i sistemi permettono di raccontare alcune storie e non altre - e intersecando il tema con un altro che mi sta a cuore, ossia della rappresentazione e inclusività di categorie marginalizzate.

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