Logo Umbrella usato da una clinica dermatologica

logo umbrella clinica dermatologica


Sappiamo bene quanto i videogiochi possano trarre ispirazione dalla realtà. Molti elementi della trama di un videogame possono fare riferimento, in maniera più o meno diretta, a fatti di cronaca; alcuni elementi di character o environment design possono provenire dall’arte classica  o contemporanea. Molto meno di frequente capita di assistere all’inverso. Risulta difficile immaginare di ritrovare elementi videoludici in un qualsiasi aspetto della nostra vita quotidiana. Ma è esattamente ciò che è successo. Una clinica vietnamita ha fatto involontariamente proprio il logo Umbrella, scatenando reazioni ironiche tra i gamer di tutto il mondo.

Logo Umbrella: quando i videogiochi superano la realtà

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Una casualità divertente e macabra allo stesso tempo.

La Medcare Skin Centere, una clinica vietnamita, con sede nella città di Ho Chi Minh, ha di recente sfoggiato il suo nuovo logo. Un ottagono diviso in otto sezioni, otto “spicchi”, colorati alternativamente di rosso e bianco. L’orgoglio per la creazione artistica è stato, però, subito sopraffatto dalla sopresa: il logo è la copia spiccicata del logo Umbrella, che ogni gamer che si rispetti conosce benissimo.

Chiunque abbia mai giocato a Resident Evil non può non sapere cosa sia l’Umbrella Corporation. Per i meno esperti, l’Umbrella è la società biotecnologica che ha dato vita al virus T, il patogeno che ha dato origine all’apocalisse Zombie che ha coinvolto Raccoon City. L’Umbrella Corporation è intesa, quindi, come sinonimo di zombie. Proprio per questa ragione, vedere il Logo Umbrella campeggiare sul sito di una clinica può risultare senza dubbio bizzarro. Se si tratta, come nel caso in questione, di una clinica dermatologica, la cosa può diventare un clamoroso boomerang.

Logo Umbrella: uno scivolone colossale

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Non riusciamo proprio ad immaginare di cosa staranno parlando i due medici… o forse si?

La struttura sanitaria in questione ha espresso, attraverso Facebook, tutto il suo stupore per l’accaduto. La clinica, come già detto in precedenza, si occupa della cura della pelle, e, come è facile immaginare, uno zombie non è esattamente uno standard di eccellenza dermatologia, per usare un eufemismo. Proprio per questa ragione, i responsabili della comunicazione hanno assicurato che correranno ai ripari quanto prima. Il logo Umbrella è, ovviamente, un marchio registrato, e il rischio principale è un causa per violazione di copyright, sia con Capcom che con la produzione dei vari adattamenti cinematografici del celebre videogame.

Inutile sottolineare l’ondata di commenti ironici che l’evento ha scatenato nei fan e nei curiosi. Si va da chi si limita, semplicemente, ad esprimere il proprio stupore a chi, invece, afferma che l’ascesa dell’Umbrella Corporation è appena iniziata. Di certo non vorremmo essere nei panni del grafico incaricato dello sviluppo creativo del logo.

Vi terremo aggiornati sugli eventuali sviluppi della vicenda.  Nel frattemo, per sicurezza, tenete un nastro di inchiostro a portata di mano.

Fonte: Kotaku

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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