La trama di Dying Light 2 sarà scritta da alcuni autori di The Witcher 3

dying light 2


Techland sta prendendo molto sul serio la trama del suo prossimo gioco. Gli sviluppatori vogliono focalizzarsi sulla scrittura della storia e delle singole missioni da inserire in Dying Light 2. Per offrire il meglio ai giocatori, Techland ha deciso di avvalersi del lavoro dei migliori su piazza.


Lo studio di sviluppo non solo ha ingaggiato il game designer Chris Avellone per migliorare in ogni suo aspetto il sequel di Dying Light, ma ha anche ingaggiato gli scrittori di CD Projekt RED che hanno lavorato alla missione Bloody Baron di The Witcher 3.

La storia della quest Bloody Baron in The Witcher 3 è considerata un esempio di come si debba scrivere la trama in un videogioco, con una serie di eventi e decisioni che costringono il giocatore e i personaggi coinvolti ad affrontare situazioni emotive e incalzanti.

Il nostro prossimo gioco è molto ambizioso, quindi sapevamo di aver bisogno di aiuto”, ha detto Techland in un’intervista rilasciata a vg247 durante l’E3 appena terminato. “Così abbiamo chiesto a Chris Avellone, il maestro della narrazione non lineare di aiutarci con questa sfida”.

“Abbiamo anche ricevuto un ulteriore aiuto dal team che si è occupato di The Witcher 3. Quei ragazzi erano responsabili di alcune delle migliori missioni di quel gioco, inclusa la quest di Bloody Baron. Tutti questi ragazzi stanno lavorando molto duramente per creare una solida narrazione – è come un puzzle con cui giocare.”

Il mondo di Dying Light 2 sarà modellato dalle scelte fatte dal giocatore. Prendere decisioni politiche per aiutare o ostacolare determinate fazioni determinerà il modo in cui i cittadini della città reagiscono e vengono trattati, così come il tuo accesso a diverse risorse.

Mentre giochi, affronterai molti dilemmi difficili e farai scelte complicate che influenzano il gameplay, i dialoghi, l’esplorazione. Le scelte che farai trasformeranno il mondo intorno a te.

A quanto pare Dying Light 2 offrirà ai giocatori un’esperienza di gioco molto più variegata e coerente con le proprie scelte personali,un po’ come avviene in un RPG.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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