Sony espande Team Asobi (Astro’s Playroom) e parla del futuro dei suoi studi in Giappone

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Team Asobi, sviluppatore di Astro’s Playroom, si sta espandendo e sta lavorando su “un franchise per tutte le età con un appeal globale” a detta di Herman Hulst, boss dei PlayStation Studios.

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La notizia arriva grazie a una domanda a Hulst in merito al futuro degli studi PlayStation giapponesi nel corso di un Q&A, un argomento che negli ultimi mesi ha generato varie discussioni (ricordiamo per esempio le notizie della chiusura di Japan Studio).

Queste le dichiarazioni più interessante

Polyphony Digital [sviluppatori di Gran Turismo 7, ndr] è una parte così importante della famiglia PlayStation, facendo i migliori giochi di simulazione di guida del mondo”, ha detto Hulst. “Stiamo costruendo il Team Asobi a Tokyo, uno studio di livello mondiale che sta sviluppando un franchise per tutte le età con un appeal globale. Un team così creativo. E accanto ad Asobi, continueremo a mantenere e costruire partnership attraverso il nostro team di sviluppo esterno. Quindi sono davvero entusiasta del futuro dei giochi PlayStation dal Giappone e dall’Asia”.

Anche se non ci sono parole su cosa esattamente il Team Asobi stia lavorando, è interessante sapere che il team è su un nuovo progetto e, per di più, su quel che sembra un progetto di largo respiro.

Al di là di ciò, le parole di Hulst sugli studi nipponici sembrano particolarmente significative in un momento in cui l’attenzione di Sony per il Sol Levante era stata messa in dubbio da più di un’autorevole voce della stampa.

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FONTE GamingBolt

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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