Entro la fine dell’anno Devolver Digital potrebbe quotarsi in Borsa per 1.4 miliardi

devolver digital

Secondo un’indagine di Telegraph il publisher americano Devolver Digital entro la fine dell’anno in corso verrà quotato in borsa per il valore di 1.4 miliardi di dollari.

Questo accadrà grazie al supporto dei banchieri di Zeus Capital, il tutto per trovare un possibile accordo per penetrare nel London Stock Exchange.

Come ha fatto un publisher “indipendente” ad arrivare ad un successo tale da poter venir quotato all’interno della borsa?
Le risposte sono molte e tutte ugualmente plausibili.

Il successo di Devolver passa per molti titoli più uno

Devolver Digital è un publisher di videogiochi indipendenti noto al grande pubblico per uno stile piuttosto sopra le righe. Devolver si è fatto conoscere per aver portato alla ribalta una grande quantità di videogiochi dal discreto successo, realizzati in maniera piuttosto intransigente per quello che potremmo definire successo commerciale.

hotline miami collection

Parliamo di videogiochi come Hotline Miami, Enter The Gungeon, Gris, Katana Zero, The Messenger, Ape Out e chi più ne ha più ne metta. Non è raro che tra le pubblicazioni di Devolver Digital si trovino giochi di grande qualità, come abbiamo potuto vedere per Loop Hero, da noi recensito ultimamente, che si è guadagnato un bel voto in pagella.

A detta di diversi analisti c’è un fattore predominante nella quotazione in borsa dell’azienda: il successo di Fall Guys: Ultimate Knockout.
Il titolo con il suo arrivo sul mercato PC fatto ad Agosto 2020, dopo un primo arrivo su Playstation 4 grazie al PS Plus, è riuscito a vendere qualcosa come 8 milioni di copie in un solo mese. Un successo di quelli rari, che ha probabilmente fatto drizzare le orecchie al publisher americano.

Al momento mancano dichiarazioni ufficiali da parte del publisher americano in risposta alle indiscrezioni del telegraph.

La vera domanda che ci poniamo noi è: quale sarà la reazione del pubblico all’eventuale arrivo di Devolver in borsa?

Riuscirà la compagnia a non snaturarsi? Riuscirà a smontare il sistema dall’interno?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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FONTE Telegraph

Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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