Loop Hero | Recensione (PC)

Devolver Digital ci ha permesso di catapultarci in un oscuro paradosso temporale tramite Loop Hero, un videogioco roguelite in pixel art dai toni cupi e dal gameplay che riserva molte sorprese.

Abbiamo già provato il gioco sviluppato da Four Quarters in beta test dallo scorso gennaio 2021, ma ora col rilascio ufficiale avvenuto lo scorso 4 marzo siamo pronti a darvi un’opinione più che approfondita.

Roguelite dark

Un malvagio Lich ha lanciato il mondo in un loop temporale, gettando i suoi abitanti in un caos eterno, un vuoto nero senza memoria.
Per uscire fuori da questa maledizione, il giocatore deve ricostruire il mondo, scenario dopo scenario, percorrendo in loop un sentiero per riportare alla memoria collettiva le fattezze dei dintorni. Il tutto, ovviamente, maciullando orde di nemici e scontrandosi a morte con il boss di turno.

In Loop Hero giocatore non controlla le azioni del personaggio che manda in avanscoperta, né le mosse in combattimento, ma determina solo le decisioni prima di avviare una partita, sceglie dove piazzare le varie tessere di ambientazione e decide su quale equipaggiamento fare affidamento durante i loop.
Tutto questo configura il titolo come un gioco strategico dominato da una struttura roguelite: nemici e drop casuali, morti frequenti e partite che ripartono da zero ogni volta.

Insomma, anche il gameplay è un loop infinito.

Oltre a una cupa quanto simpatica trama di gioco che si lega bene all’essenza e alla ripetitività roguelite, Loop Hero è caratterizzato da una pixel art dalle tinte dark.

Ammetto che al primo avvio del videogioco sono rimasto un po’ spaesato da tutti questi colori spenti e grigi. In genere, quando si parla di pixel nel panorama indie attuale ci si rapporta sempre a titoli molto colorati, dai toni vibranti e accesi.

Una calata profonda nell’atmosfera dark fantasy di Loop Hero ha attutito il colpo però, coadiuvata da una musica 8 bit tanto giocosa quanto tetra, e a lungo andare anche la parte grafica si è lasciata apprezzare tantissimo (soprattutto per quanto riguarda i ritratti).

Durante gli ultimi mesi di sviluppo sono stati aggiunti dei vibranti effetti in post-produzione che danno al gioco un sapore vintage, come se fosse visto dallo schermo di un cabinato. In questa maniera

Deck Building e Tower… Offense?

Quando ho visto per la prima volta Loop Hero pubblicizzato durante la cerimonia dei The Game Awards 2020 ho creduto che il gioco fosse una sottospecie di Tower Defense, così come immagino l’abbiamo creduto in molti.

Sbagliato, almeno in parte: c’è un percorso prestabilito presso cui si possono costruire diversi edifici e “pezzi” di ambientazione, tuttavia a differenza dei classici Tower Defense è lo stesso giocatore a percorrere il loop per attaccare i nemici, diventare più forte e quindi ricordare il mondo piazzando le tessere. L’esatto opposto di un Tower Defense.

Una cosa che non convince molto è l’iconcina bianca del nostro personaggio: molto anonima soprattutto quando la situazione della spedizione si fa parecchio concitata e verrò perso continuamente di vista.

Il piazzamento di edifici e terreni è attuato attraverso delle carte guadagnate dagli scontri, configurando Loop Hero anche come un deck building. Prima di ogni nuova partita, il giocatore può decidere quali carte il gioco dovrà fornire durante i loop. Essenzialmente ci sono 5 tipi di carte, da quelle collocabili proprio sopra il percorso a quelle che invece vanno poste di fianco o che fanno da contorno all’esterno.

Gli effetti dichiarati dalle carte possono generare in gioco dei tipi particolari di nemici, migliorare le statistiche del giocatore o agire su quelle nemiche, altre ancora, come le carte oro che sono disponibili una per partita, invece possono conferire vere e proprie meccaniche di gioco aggiuntive.
Alcune carte hanno anche effetti secondari nascosti, di cui parleremo più avanti.

Di base, durante ogni spedizione bisogna tenere d’occhio l’equipaggiamento del nostro eroe, sempre perfezionabile con nuovi loot. Ad ogni giro completo del percorso di gioco, i nemici aumenteranno di livello e saranno più difficili da abbattere, per questo motivo è essenziale aggiornarsi sempre con nuovi oggetti performanti.

Bisogna fare attenzione anche alle due barre di avanzamento in alto a sinistra dello schermo. Una indica l’avanzare delle giornate, l’altra l’arrivo del boss di turno.
Ad ogni alba di Loop Hero, nuovi nemici compaiono nel percorso dell’eroe, mentre il piazzamento delle carte nella mappa determina l’avvicinamento del boss fino al nostro cospetto.

Sconfiggendo un boss, ritirandosi dopo un giro completo o morendo, il giocatore tornerà alla schermata dell’accampamento, dove potrà spendere le risorse recuperate e partire per una nuova spedizione.
L’accampamento ricalca la struttura di un videogioco base-building chiedendoci di piazzare edifici, ricevendo poi dei bonus. Con questi edifici aggiungeremo nuove meccaniche al titolo, meccaniche come crafting, altre carte o nuovi personaggi.

Solidità, ripetizione e sorpresa

Loop Hero si presenta come un giochino indie senza molte pretese, ma in realtà nasconde una struttura di gioco molto solida e divertente.

L’avanzamento nei loop è perfettamente bilanciato con la crescita del personaggio e una giusta randomicità della comparsa di carte ed equipaggiamento, le spedizioni hanno ricompense utili per l’accampamento che a sua volta può rendersi utile per le spedizioni, e dietro tutto questo ci sono le scelte del giocatore.

Tuttavia ciò che più convince in un gioco ripetitivo come Loop Hero è la varietà.

Non è un gioco di parole: i nemici non sono reskin con statistiche diverse degli stessi personaggi, ma ognuno ha le sue particolarità di attacco e i suoi comportamenti fuori dal combattimento; alla stessa maniera, le carte piazzate in gioco non sono tutte semplicemente fornitrici di bonus, ma ognuna ha le sue meccaniche ben distinte dalle altre; anche gli eroi utilizzabili hanno tutto un loro modo di combattere ed equipaggiamenti specifici.

La ripetitività roguelike sicuramente influisce in negativo sull’intera esperienza nel lungo periodo, ma c’è l’elemento sorpresa: più e più volte nel corso delle spedizioni scopriremo cose riguardo il piazzamento delle carte che non sono citate nella loro descrizione!

Mi sono ritrovato così un accampamento di goblin spuntare all’improvviso perché un determinato tipo di carta è stato piazzato un numero consistente di volte, ma può anche capitare che mettere un tipo di carta vicino a un altro può avere effetti… indesiderati!

È lo stesso Loop Hero a celarci informazioni a riguardo fin quando non le sblocchiamo.

Loop Hero è un magnifico giochino solido e divertente, in grado di intrattenere i giocatori con una mentalità più strategica ma anche le personalità più retrofile grazie a un’accattivante miscuglio di pixel ed estetica arcade.

Personalmente sono rimasto colpito dalle diverse sfaccettature del titolo, e dopo già due mesi passati dal mio primo approccio con il gioco sono ancora qui su Loop Hero a divertirmi e a constatare quante altre meccaniche e varianti si svelano a sorpresa solo dopo aver provato nuove interazioni durante i gameplay.

Non so ancora se ho sbloccato tutto il possibile, ma spero che in futuro arrivino anche nuovi DLC a portare contenuti sempre che aggiungano quel pizzico di varietà in più che potrebbe venire a mancare dopo mesi di partite ossessive.

Nel frattempo torno a farmi un altro giro su Loop Hero con molto piacere.

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Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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