Tax Credit, firmato il decreto in sostegno dei videogiochi prodotti in Italia

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini, assieme ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, ha firmato il decreto per il Tax Credit dei videogiochi, una misura che agevola la produzione italiana di videogiochi.

Grazie soprattutto alla collaborazione e il supporto di IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association), dopo il First Playable Fund ecco finalmente un altro aiuto politico e finanziario in sostegno delle aziende produttrici di videogiochi del Bel Paese, una nazione la cui industria videoludica, rispetto alle altre nel mondo, si trova ancora un po’ indietro nonostante le tante perle che i nostri sviluppatori riescono a regalarci ogni anno.

Il nuovo testo del Tax Credit prevede un’aliquota del 25% del costo di produzione a favore delle imprese produttrici di videogiochi di nazionalità italiana, e sarà destinato a progetti che abbiano un valore culturale riconosciuto da un’apposita commissione esaminatrice, fino a un ammontare massimo di 1 milione di euro all’anno. Il provvedimento, ora che è firmato, sarà trasmesso agli organi di controllo e successivamente verrà notificato alla Commissione Europea che esprimerà il definitivo via libera alla misura.

I videogiochi sono frutto dell’ingegno creativo ed è giusto che, analogamente a quanto avviene per il cinema e l’audiovisivo, possano ricevere un sostegno, se riconosciuti come opere di particolare valore culturale. In Italia il settore è in crescita esponenziale, con numerose start up di under 30 in grado di sviluppare prodotti di elevata qualità, attrarre le grandi produzioni internazionali e far crescere i giovani talenti. Si tratta di vere e proprie officine creative, che meritano ogni sostegno e possono contribuire a nuovi modi di conoscere e di apprendere

Dario Franceschini, Ministro della Cultura

I soggetti beneficiari dovranno avere sede legale nello spazio economico europeo ed essere soggetti a tassazione in Italia per effetto di residenza fiscale o in presenza di una stabile organizzazione, e possedere un capitale sociale minimo e patrimonio netto non inferiore a 10.000€. Complessivamente, il credito d’imposta e le altre misure di sostegno pubblico non possono superare il 50% del costo totale del videogioco. Per ulteriori dettagli vi indirizziamo al sito dei Beni Culturali.

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FONTE IIDEA

Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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