PlayStation VR: Sony alza la posta in gioco

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UploadVR ha diffuso alcune interessanti indiscrezioni sull’headset VR di prossima generazione PS5 annunciato da Sony a febbraio (qui la news): a quanto pare includerà risoluzione 4K, l’eye-tracking, e un motore a vibrazione nell’headset per il feedback aptico (per integrare le funzionalità DualSense).

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Secondo UploadVR, il nuovo headset dovrebbe avere una risoluzione totale di 4000 x 2040, dando ad ogni occhio 2000 x 2040 pixel. Per dare un’idea, l’originale PlayStation VR aveva una risoluzione di 960 x 1080 pixel per occhio, quindi questo sarebbe quasi il doppio in ogni direzione. L’Oculus Quest 2 ha 1832 x 1920 pixel per occhio, un po’ meno di quanto dovrebbe avere l’headset Sony. In entrambi i casi, l’alta risoluzione può aiutare ad evitare l'”effetto screen-door” (o zanzariera) che spesso può impedire agli headset VR di fornire un’immagine chiara.

Vale la pena notare, però, che a differenza del Quest 2 l’headset Sony sarà ancora cablato, utilizzando un unico cavo per connettersi al sistema PS5. Secondo UploadVR si tratterà di un cavo USB-C, cosa che non sorprende, dato che Sony ne ha posizionato uno sulla parte anteriore della PS5.

UploadVR ha anche informazioni interessanti su come il successore di PlayStation VR sfrutterà i suoi pixel aggiuntivi. Le sue fonti dicono che l’headset traccerà gli occhi degli utenti in modo da poter fare un rendering approfondito, volto a trasmettere un’immagine completamente nitida solo dove si sta guardando.

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Una foto promozionale ormai completamente superata?

Questo simula il modo in cui i vostri occhi percepiscono il mondo e permette al computer (o in questo caso, alla console) di lavorare in modo più efficiente non dovendo renderizzare completamente gli elementi ad alta risoluzione che non si stanno guardando. Ci sono, naturalmente, altre cose interessanti che si possono fare con l’eye-tracking (compresa la creazione di avatar di giocatori più realistici), ma al momento non è chiaro cosa Sony abbia in serbo.

UploadVR sostiene anche che l’auricolare next-gen utilizzerà l’inside-out tracking, cosa che sarebbe certamente un aggiornamento rispetto al sistema PlayStation Move dell’originale, in quanto quest’ultimo richiedeva una telecamera fissa che poteva tracciare correttamente la testa e le mani solo se si teneva un paio di bastoni luminosi in una zona abbastanza piccola tra te e la console. L’inside-out tracking utilizza al contrario telecamere montate all’esterno dell’headset stesso per capire dove ci si trova all’interno di una stanza.

Se queste voci si rivelano vere, sembra che potrebbe essere un accessorio promettente per quelli abbastanza fortunati da mettere le mani su una PS5. Cosa ne pensate?

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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