Age of Empires IV mostra i muscoli in uno speciale evento online

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Age of Empires IV (senza dubbio l’rts più atteso degli ultimi anni) si è mostrato oggi pomeriggio in una speciale fan preview che ha mostrato qualcosa in termini di gameplay, caratterizzazione delle diverse civiltà e varie altre features.

Tante erano le domande che gravavano sul gioco, a cominciare dall’epoca in cui è ambientato. Il video chiarisce qualche sospetto: Age of Empires IV e le sue campagne abbracciano un periodo di tempo che va dal medioevo (in pratica abbiamo davanti una sorta di “remake” di AoE II) all’età moderna.

Tuttavia, se il setting è simile a quello incontrato in passato, il livello di dettaglio e ricostruzione storica è ben più grande, con ognuna delle civiltà ben caratterizzata in termini di design. D’altro canto, a prima vista la filosofia di gameplay non sembra essere variata, quanto evoluta: le battaglie sono più grandi e puntano a un maggior impatto scenico, e alcuni frammenti di gioco sono davvero mozzafiato.

Fra le campagne e le civiltà mostrate abbiamo avuto la conquista normanna dell’Inghilterra nel 1066, l’epopea del sultanato di Dehli e l’imprero cinese, e anche in questo caso l’impressione di una maggior ricercatezza.

Inoltre, la fan preview ha mostrato l’interessante Age of Empires Definitive Collection, che presenta i primi tre giochi della serie nella loro versione Definitive, con nuovi contenuti e features.

Bello infine l’omaggio alla community di Age of Empires e al loro supporto a una delle serie più longeve del gioco di strategia in tempo reale.

A questo punto non ci rimane che attendere: se tutto andrà bene, Age of Empires IV arriverà entro il 2021.

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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