Amnesia Rebirth vende 100mila copie (ma non bastano per coprire i costi)

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Lo scorso anno Frictional Games è tornata alla sua serie horror Amnesia con Amnesia: Rebirth, e anche se non è stato un gioco di rottura come Amnesia: The Dark Descent, ha registrato ottimi risultati artistici grazie alle impressionanti capacità del team di raccontare storie coinvolgenti e spaventare i suoi giocatori. Per quanto riguarda le vendite, tuttavia, il gioco non ha esattamente bruciato le tappe, ma lento e costante sembra comunque soddisfare lo sviluppatore.

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In un recente aggiornamento, Frictional ha confermato che Amnesia: Rebirth ha venduto oltre 100.000 copie dal lancio. Frictional spiega che le vendite sono state grandiose al lancio, e anche se hanno rallentato nei mesi successivi, da metà febbraio, sono riprese e sono ora in linea con quelle di SOMA.

Dato ciò, Amnesia: Rebirth non ha venduto abbastanza da far registrare un profitto per Frictional Games, ma lo sviluppatore è fiducioso che con il trend attuale attuale e con i futuri aggiornamenti (sui quali saranno presto condivisi maggiori dettagli), nel prossimo futuro la situazione potrebbe cambiare.

Afferma infatti Frictional:

“Ci sentiamo davvero ottimisti sul futuro del gioco. Abbiamo visto un recente aumento dell’interesse per il gioco e sta ricevendo molto amore e lodi. Grazie a questo, combinato con i futuri eventi di vendita e con un aggiornamento più grande a cui stiamo lavorando (le notizie seguiranno a breve), siamo certi che il progetto diventerà redditizio in un futuro non troppo lontano.”

Amnesia: Rebirth è attualmente disponibile per PS4 e PC, arrivando sette anni dopo il secondo episodio della serie, A Machine for Pigs. Player.it l’ha giudicato con un 9, e secondo la nostra recensione (che trovate qui) si tratta di uno dei giochi horror più importanti e riusciti degli ultimi anni.

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FONTE Gamingbolt

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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