Star Citizen ha raggiunto 350 milioni di dollari in crowdfunding

Ha qualcosa di incredibile quello che sta accadendo con Star Citizen: il gioco ancora non ha una data di rilascio ufficiale eppure la space opera di Cloud Imperium Games continua a macinare milioni di dollari in sottoscrizioni per il suo crowdfunding.

Arrivato alla cifra astronomica di 350 milioni di dollari, è meglio specificare che Star Citizen descrive le sue entrate economiche come “crowdfunding“, nonostante gran parte dei suoi guadagni non provengano effettivamente da vere e proprie donazioni, quanto più dalla vendita di starter pack e oggetti di gioco. Tali acquisti sono abbastanza comuni in videogiochi con servizi live ma nessun’altra azienda tranne Cloud Imperium Games li classifica come crowdfunding.

Novembre 2020 finora è stato il mese più redditizio di Star Citizen, con 16.9 milioni di dollari in guadagni. Secondo i calcoli dei colleghi di Polygon, solo nel 2020 Cloud Imperium ha guadagnato 77 milioni da questo “crowdfunding”, e a quanto pare questi introiti sembrerebbero destinati ad aumentare, nonostante una data di lancio ancora non si riesca a vedere.

Star Citizen è un universo persistente MMO nel quale il giocatore è libero di esplorare, commerciare e combattere con tante altre persone in tutto il mondo. Un progetto molto ambizioso che, ormai da diversi anni, è ancora in alpha. Nel frattempo era stato annunciato anche Squadron 42, uno spin-off single player, venduto separatamente fin dal 2016 e – anche lui – ancora non rilasciato in via definitiva.

Sono passati 11 anni dalla pre-produzione, 10 anni dall’effettivo inizio di sviluppo, e 9 anni dalla campagna di Kickstarter che, da sola, raccolse oltre 2 milioni di dollari. Star Citizen, all’epoca, si pensava dovesse uscire nel 2014, ma in realtà il lancio ufficiale del gioco è stato rinviato più e più volte. Ancora oggi non conosciamo alcuna data, ma sappiamo a menadito tutti i suoi guadagni. Come mai nonostante l’incompletezza Star Citizen continua ad accumulare soldi con un ritmo incessante? Può essere questo un segno che lo sviluppo visionario del progetto riscuote successo nonostante la lentezza?

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FONTE GamesIndustry.biz

Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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