The Last of Us Parte II rischia il pigliatutto anche ai BAFTA Awards

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The Last of Us Parte II-esclusiva PlayStation già Game of the Year 2020, ha ricevuto 13 nomination ai BAFTA Games Award – il massimo ottenuto da un videogioco all’interno della storia del premio.

I giochi Sony del resto non se la cavano male in generale e dominano la lista delle nomination dei BAFTA, con dieci nomination per Ghost of Tsushima, sette per Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, sei per Dreams e quattro per Sackboy: A Big Adventure.

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Hades di Supergiant ha otto nomination, mentre i due “fenomeni sociali” Animal Crossing: New Horizons e Fall Guys si dividono cinque nomination.

Tra gli altri giochi che hanno ottenuto nomination ci sono Airborne Kingdom, Assassin’s Creed Valhalla, Astro’s Playroom, Call of the Sea, Carrion, Destiny 2: Beyond Light, Deep Rock Galactic, Demon’s Souls, Doom: Eternal, F1 2020, Factorio, Final Fantasy 7 Remake, Flight Simulator, Fortnite, Kentucky Route Zero: TV Edition, Minecraft Dungeons, No Man’s Sky, Ori and the Will of the Wisps, Röki, Sea of Thieves, The Falconeer, The Last Campfire e Valorant.

Quest’anno la premiazione annuale dei BAFTA Games avrà luogo giovedì 25 marzo, e xome l’anno scorso si terrà esclusivamente in streaming.

Il voto del pubblico per il Bafta Game of the Year Award è ora aperto tramite il sito web della manifestazione, e ognuno può votare il proprio gioco preferito tra Animal Crossing: New Horizons, Call of Duty: Warzone, Ghost of Tsushima, Hades, The Last of Us Part 2 e Valorant.

Appuntamento quindi al 25 marzo per scoprire a chi andrà il Bafta come Gioco dell’Anno.

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FONTE Eurogamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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