The Sinking City torna su Steam (ma lo sviluppatore prega i giocatori di non comprarlo)

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The Sinking City, detective game horror lovecraftiano dello studio ucraino Frogwares, è tornato su Steam venerdì dopo un’assenza di mesi, ma-colpo di scena-Frogwares stessa sostiene che il gioco venduto sulla piattaforma di Valve non è una versione di sua creazione, e i commentatori vedono nella singolare storia l’ultimo sviluppo in una disputa in corso tra Frogwares e Nacon, la società francese che ha pubblicato The Sinking City.

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Il casoFrogware/Nacon è una storia strana, fatta di pagamenti non rispettati e di giochi tolti dagli store, che ha coinvolto quello che secondo molti è stato uno dei migliori giochi lovecraftiani degli ultimi anni. Un caso che abbiamo riassunto in questa story (che vi invitiamo a leggere prima di continuare nella lettura di questa news).

Nella giornata di venerdì The Sinking City è comparso su Steam, ma subito dopo nella pagina del prodotto è stato linkato un tweet di Frogwares dal testo inequivocabile:

“Frogwares non ha creato la versione di @thesinkingcity che è oggi in vendita su @Steam. Non consigliamo l’acquisto di questa versione. Altre notizie a breve”.

Secondo le prime ricostruzioni, The Sinking City sarebbe stato pubblicato su Steam da Nacon, che evidentemente si sente ancora nella condizione di dettare la linea sulla gestione pubblicazione del progetto. Tuttavia, Frogwares potrebbe essere riuscita a intercettare la mossa del publisher e a intervenire con il suo tweet (che grazie a un percorso automatizzato è comparso anche sulla stessa pagina Steam del gioco).

Inoltre, alcuni acquirenti hanno riportato che la versione Steam di The Sinking City venduta lì non è quella più aggiornata del gioco.

L’ipotesi che ne deriva è che Nacon abbia ripubblicato il gioco su Steam in totale autonomia, nonostante fra team di sviluppo e publisher sia in corso una causa legale per royalties non pagate.

Gli ultimi atti della causa gettano inoltre altra ambiguità su tutta la faccenda: a ottobre la Corte d’Appello di Parigi ha emesso una prima sentenza in cui ha dichiarato che Frogwares ha illegalmente rescisso il suo contratto, e ha ordinato alla software house di “astenersi da qualsiasi azione sulla violazione di questo contratto, [e] da qualsiasi azione che impedisca la sua messa in atto”. Questa decisione ha portato Nacon, all’inizio di gennaio, a chiedere ai distributori di ricominciare a vendere The Sinking City. Il gioco è tornato sull’Xbox Store in quel momento, ed è ora tornato su Steam così come sul PlayStation Store; è stato anche disponibile su Nintendo Switch.

Una vera e propria guerra, non c’è che dire.

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FONTE Polygon

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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