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PS5, la retrocompatibilità non sarà mai a 120 fps, ecco perché

L’hardware di PS5 avrebbe tutte le carte in regola per eseguire i giochi PS4 a 120 fps, ciononostante sarà molto difficile che tale standard venga effettivamente adottato dalla console di Sony. Un sintomo di ciò è la decisione, da parte di Infinity Ward, di implementare tale caratteristica nella versione Series X di Call of Duty: Warzone, tralasciando invece la versione PS5. Perché accade ciò?

Interrogata da Eurogamer in proposito, Activision (publisher del gioco) non ha rilasciato dichiarazioni. La risposta è arrivata invece da Psyonix, sviluppatore di Rocket League, titolo che ha subito lo stesso trattamento: 120 fps su Series X e non su PS5. La software house ha confidato a Eurogamer che mettere a punto una versione equivalente sulla console Sony avrebbe significato sviluppare un port nativo per tale console, mentre effettuare la stessa operazione sulla macchina di Microsoft non ha richiesto che l’apporto di una patch correttiva. È evidente dunque che la scelta di realizzare una versione ad alto framerate di un gioco PS4 su PS5 richiede un carico di lavoro notevole agli sviluppatori, che devono valutare costi e benefici di una decisione in tal senso; si può immaginare che saranno molti i casi in cui le software house concluderanno che non vale la pena spendere tempo e soldi in un compito del genere, preferendo dirottare le proprie risorse in altre direzioni. Psyonix, nel caso specifico, ha dichiarato che “…quest’anno il focus del nostro team è stata la transizione al free to play e l’implementazione di nuove features come il Tournament system”.

Insomma, a meno di aggiornamenti firmware da parte di Sony che possano risolvere o arginare parzialmente il problema (e l’azienda non ha mai fatto dichiarazioni d’intenti in tal senso), la decisione di effettuare un port nativo su PS5 di un gioco PS5 a 120 fps spetta interamente ai singoli sviluppatori, che devono eventualmente farsi carico dell’intero lavoro. E se Sony per prima non sembra vedere il raggiungimento di tale standard come una priorità, perché dovrebbero i developers? È probabile insomma che non vedremo inversioni di tendenza in tal senso. I giocatori che giudicano la retrocompatibilità ad alto framerate un valore imprescindibile, farebbero quindi meglio a rivolgere le proprie attenzioni alla console della casa di Redmond.

Sony non sembra avere troppa fretta o ansia di dimostrare quanto sia potente o innovativa la propria console. Al contrario, Jim Ryan ha invitato i giocatori a mettersi il cuore in pace frenando le proprie aspettative, spesso troppo elevate, sulla next-gen: a suo parere PS5 inizierà a dare il meglio di sé a partire dal 2022. Microsoft, al contrario, ha finora adottato un approccio più muscolare, fatto di grandi acquisizioni e comunicazioni forti, come la decisione di non rivelare mai i dati di vendita di Series X|S. Vedremo quale strategia pagherà di più.

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