Crysis Remastered: mostrato il gioco al massimo delle sue potenzialità

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Nonostante un cammino non certo semplice, gli sviluppatori di Crysis Remastered non sembrano aver perso l’entusiasmo o il senso dell’ironia, anzi: nelle scorse ore il profilo Twitter del progetto ha diffuso una screenshot della versione PC del gioco con i parametri grafici al massimo, svelando una piccola chicca. Per la gioia di fan, memers e quant’altro infatti, il team ha battezzato questo setting “Ci gira Crysis?”, in onore del meme uscito all’epoca sul Web per ironizzare sugli esosi requisiti di sistema.

In realtà, nonostante l’ironia di Crytek, i requisiti PC diffusi per Crysis Remastered non sembrano così devastanti (li trovate in questa news di qualche giorno fa), anzi molti commentatori hanno notato come al momento le specifiche richieste per questa riedizione del capolavoro del 2007 siano davvero a portata di molti.

Nonostante ciò, il progetto di Crytek sembra abbastanza ambizioso e promette, oltre all’implementazione del Ray Tracing, anche una serie di features in grado di rendere l’impatto visivo del gioco davvero notevole, prime fra tutte le texture in 8K che renderanno di sicuro la “nuova” esperienza di gioco molto interessante.

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Uno dei tanti meme “Can it run Crysis?”, omaggiato dai programmatori della Remastered.

Cosa vi aspettate da Crysis Remastered? Quanti di voi si godranno questa riedizione?

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FONTE PC Gamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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