Gli ingredienti di Zelda: Breath of the Wild sono finiti per sbaglio nel libro di un famoso scrittore

Essere uno scrittore di romanzi nel ventunesimo secolo è un lavoro sicuramente più veloce ed efficiente rispetto a un tempo grazie ai progressi della tecnologia, eppure errori bizzarri e sviste epiche possono pur sempre accadere.

Stavolta è il caso di John Boyne, acclamato autore di capolavori come Il bambino con il pigiama a righe, che per sbaglio ha incluso in un sul libro degli ingredienti presi dalle ricette di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, l’ultimo capitolo principale della saga Nintendo.

L’errore è stato scovato dai lettori del suo ultimo racconto, un romanzo fantasy chiamato A Traveler at the Gates of Wisdom (“Un Viandante alle Porte della Saggezza“) pubblicato proprio lo scorso 21 luglio.

Come riportato da un utente su Reddit, a un certo punto lo scrittore, in un paragrafo dedicato alla tintura dei tessuti, elenca alcuni ingredienti per il colore rosso, che a un occhio attento da videogiocatore risultano chiaramente appartenenti al mondo di Breath of the Wild: un occhio di Octorok, la coda rossa di un Lizalfos, quattro funghi di Hylia.

https://twitter.com/john_boyne/status/1290150102548582401

In molti hanno pensato che si trattasse di un tributo che John Boyne avrebbe voluto fare alla saga di Zelda, ma a quanto pare non è questo il caso! Si è trattato di un errore grossolano, come ha ammesso l’autore su Twitter, tra le risate generali: “Qualcuno mi ricordi di aggiungere Zelda nella pagina dei riconoscimenti quando la brossura di TRAVELLER sarà pubblicata… oh signore…😂😳”

La spiegazione di come sia stato originato questo errore ce la fornisce Dana Schwartz, famosa scrittrice e radiofonica californiana, che ha provato a investigare su come delle componenti di un videogioco siano finite in un libro di un autore che non ha mai avuto alcun contatto con la saga di Zelda.

https://twitter.com/john_boyne/status/1290144321367240707

Quindi: mentre John Boyne stava facendo una ricerca superficiale su Google su come tingere di rosso i vestiti, ha trovato un sito che elencava parti di mostri e le ha accidentalmente inserite nel suo libro davvero serio. Sono molto in imbarazzo per lui, questo è il mio incubo ma è anche molto divertente

Ricerca su google su

John Boyne tuttavia l’ha presa bene: afferma che racconterà questo aneddoto sul palco per molti anni a venire. Se non altro adesso lo scrittore è incentivato a prendere in mano un gamepad per giocare il titolo che ha accidentalmente incluso nel suo libro; addirittura è stesso un suo fan a consigliargli di esplorare la saga di Zelda nonostante non sia appassionato di videogiochi, e l’autore del libro gli ha risposto che forse dovrebbe.

https://twitter.com/john_boyne/status/1290263070460252160
Ti è piaciuto l'articolo o hai perplessità?
Entra nel nostro gruppo Facebook o sul gruppo Telegram!
FONTE NintendoLife

Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

PlayStation State of Play annunciato per il 6 agosto

In Cina sarà obbligatorio usare il nome reale come username e riconoscimento facciale per gli accessi nei videogiochi online

Cina: i videogiocatori dovranno usare il loro nome reale e riconoscimento facciale per giocare online