Ghost of Tsushima più brutale di quel che pensavamo: ecco la prima classificazione ESRB

Ghost of Tsushima, Sucker Punch, Sony, Jin Sakai

Ghost of Tsushima, nuovo gioco di Sucker Punch la cui uscita è prevista per il 17 luglio, dovrebbe rappresentare l’ultimo vero blockbuster per PlayStation 4 prima dell’avvento della next-gen dopo The Last of Us-Parte II. Questa però non sembra essere l’ultima caratteristica in comune con il gioco Naughty Dog: esattamente come quest’ultimo, GoT promette di essere un gioco brutale e ricco di contenuti “per adulti”, almeno secondo la classificazione ESRB del gioco.

Ghost of Tsushima è infatti classificato come “mature” a causa di varie sequenze violente e combattimenti brutali, e la motivazione della classificazione ESRB non lesina dettagli nel motivare la sua scelta: si parla di feroci combattimenti all’arma bianca che possono portare a mosse finali costituite da smembramenti o decapitazioni, ma a quanto pare la violenza sarà anche un elemento importante del narrato.

Ghost of Tsushima, Sucker Punch, Sony, Jin Sakai

Stando sempre alla classificazione, trattandosi di un gioco ambientato in uno scenario di guerra Ghost of Tsushima promette di mostrare atti di violenza spietata tanto verso i militari coinvolti nell’azione di gioco quanto verso i civili coinvolti nella guerra contro i mongoli (parliamo per esempio di azioni come roghi e, ancora una volta, decapitazioni).

Anche Ghost of Tsushima finirà al centro di dibattiti sul ruolo della violenza nella narrativa dei videogiochi simili a quelle che ha coinvolto The Last of Us Parte II, oppure la cornice più “cappa-e-spada” “lenirà” la pesantezza della messa in scena?

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FONTE PlayStation Universe

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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