Batman Arkham: un soft reboot in arrivo?

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La saga dei Batman: Arkham di Rocksteady è forse una delle più belle e al tempo stesso sfortunate delle ultime decadi: costituita da videogiochi ritenuti fra gli action/adventures più significativi delle ultime generazioni, dopo Arkham Knight sembra essere incappata in una spirale discendente che ha portato prima alla pianificazione di un quarto episodio (quinto, se contiamo anche il “prequel apocrifo” Arkham Origins) con protagonista Damian Wayne, figlio di Bruce, e poi all’oblio. Almeno fino a ieri: un report di Geeks Worldwide ha riportato che Rocksteady è di nuovo al lavoro, ma sul progetto di un soft-reboot della serie.

Secondo la fonte, il gioco azzererà la continuty della saga iniziata con Arkham Asylum nel 2009 (qui il nostro speciale sul gioco, scritto per il suo decimo anniversario) con un obiettivo molto ambizioso, ovvero la fondazione di un vero e proprio DC Universe videoludico che racchiuderà giochi con protagonisti vari altri personaggi della celebre casa editrice, come Superman (che però non dovrebbero essere sviluppati da Rocksteady).

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Per quanto riguarda il plot del nuovo gioco, le fondi confermerebbero che si tratterà di una trasposizione del ciclo La corte dei gufi (2011), come già evidente da molti segnali sparsi da WB Montreal (dipartimento di Warner Bros Games responsabile del progetto) lo scorso anno, fatto di cui avevamo parlato in quest’articolo.

Altra caratteristica del titolo sarebbe inoltre l’introduzione del co-op, con la possibilità di affrontare le sessioni di gioco in team interpretando vari membri della bat-family.

Una notizia che lascia sperare di poter tornare presto a interpretare il Cavaliere Oscuro sui nostri schermi, ma che ne pensate dell’idea di un azzeramento della timeline?

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FONTE VG247

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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