Final Fantasy VII Remake: come funziona il new game plus?

Final Fantasy VII (remake), Cloud Strife, Sephiroth

Una delle features più divertenti per un appassionato di action-rpg moderno è senza dubbio il new game plus, che permette al giocatore di continuare la sua luna di miele col gioco in questione iniziando una nuova partita senza perdere equipaggiamento e abilità della precedente, una feature che aumenta esponenzialmente la longevità di titoli già di loro molto ampi (sapete com’è, fra quest, sottoquest, un po’ di free-roaming…).

Proprio l’introduzione di un new game plus è una delle caratteristiche più interessanti all’interno di Final Fantasy VII Remake, i cui dettagli sono cominciati a circolare nella rete da qualche giorno.

Da quel che sappiamo, il new game plus del nuovo lavoro di Square Enix sembra privilegiare la costante voglia di sfida del giocatore, permettendogli non tanto di ricominciare la propria avventura in toto con a disposizione il proprio “arsenale del cuore” a livello di armi e abilità, ma di poter affrontare ogni singolo capitolo del gioco con lo scopo di poterci migliorare sempre più.

Final Fantasy VII Remake, Biggs

Una scelta che sembra premiare la voglia di completismo assoluto dei giocatori, permettendo loro di tornare sui propri passi e magari collezionare tutti i trofei disponibili.

Inoltre, a rincarare la dose di sfida, troviamo una “modalità difficile” selezionabile quando (ri)cominciamo un capitolo, in modo da rendere la sfida sempre più appagante e letale.

Non sappiamo certo ancora se questo remake di FFVI riuscirà a entrare nei nostri cuori, ma una cosa è sicura: tenendo conto che Square Enix ha promesso una trama molto più lunga e ramificata e la possibilità di affrontare più volte un capitolo per raggiungere risultati sempre migliori, non ci stupiremmo a vedere tanti giocatori impegnati in Final Fantasy VII Remake per mesi interi.

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FONTE PlayStation LifeStile

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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