Il Coronavirus potrebbe dare qualche problema alle scorte di Nintendo Switch

nintendo switch

Nel corso delle ultime settimane il principale argomento di discussione nel web e nella vita reale è stato rappresentato dal coronavirus, partito come perfetto sostituo del virus T all’interno di un mega live action di Resident Evil e diventato poi seria minaccia per la salute cinese (un po’ meno seria per quella globale).

Nonostante ancora oggi il virus sia ancora localizzato presso paesi differenti da quelli europei, esso è tranquillamente in grado di generare problemi anche noi a causa dei danni che il virus può causa a livello economico. I mercati dove il coronavirus è un problema tangibile non si sono ripresi ed hanno problemi di manodopera importanti. Questi mercati sono gli stessi che generano la maggioranza dell’hardware con cui quotidianamente ci interfacciamo se giochiamo ai videogiochi.

Uno dei prodotti che, secondo gli analisti, finerebbe per venir ferito dalla vicenda Coronavirus non è altro che NIntendo Switch, in tutte le sue forme e versioni.

Il coronavirus potrebbe far arrabbiare qualche dirigente Nintendo

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Secondo un recente rapporto stilato da Bloomberg, il coronavirus sta causando importanti problemi legati alla produttività di alcune fabbriche ed è altrettanto probabile che interi distretti industriali finiscano per subirne le conseguenze. Questi rallentamenti potrebbero influenzare la spedizione di partite di console le cui componenti arrivano de determinate zone del Vietnam, console come la sopracitata Nintendo Switch.

La scarsità di componenti non interesserà immediatamente la console ma finirà per farlo fra qualche mese, ad Aprile secondo le previsioni degli esperti, il tutto a meno che le cose non finiscano per migliorare con rapidità.
Le fabbriche in caso di presenza del virus infatti rischiano di venir chiuse per quindici giorni per evitare ulteriori contagi e la nascita di focolai di infezione.

Al momento Bloomberg parla di speculazioni ma lo fa attraverso fonti che tentano di informare l’estero su ciò che al momento seta accadendo all’interno degli impianti produttivi. Un portavoce di Nintendo è stato contattato da Bloomberg stessa per commentare la notizia ed ha affermato che l’azienda nipponica sta lavorando al meglio delle sue possibilità per garantire l’assenza di influenze relative al coronavirus sull’offerta di console.

Difficile non essere in hype per il nuovo capitolo di Animal Crossing

La presenza di un console nuova di zecca come Nintendo Switch Lite e l’arrivo di videogiochi particolarmente attesi come Animal Crossing: New Horizons potrebbe infatti acuire ulteriormente il problema in caso di mancanza di componenti, andando a creare perdite che non farebbero piacere praticamente a nessuno. La situazione dipende unicamente da come si evolverà il controllo del virus nelle aree interessate.

Non è la prima volta che il coronavirus finisce per fare capolino all’interno del mondo dei videogiochi. Durante le primissime fasi dell’epidemia il videogioco Plague Inc Evolved per Steam riapparse improvvisamente ai piani alti della classifica dei videogiochi più giocati su Steam; in quell’occasione la software house responsabile del progetto ricordo a tutti i giocatori che non stavano avendo a che fare con qualcosa dalle basi scientifiche ma con un semplice videogioco.

Anche il porting Nintendo Switch di The Outer Worlds è stato rimandato a causa del coronavirus; questo perché la software house incaricata del lavoro ha sede in Cina dove la crescente paura sta modificando in modo importante l’economia del paese, limitando gli spostamenti lavorativi al minimo necessario e costringendo ad un regime ridotto di attività moltissime aziende.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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