Death Stranding: patch modifica gli incontri con le BT

Death Stranding, Sam Porter Brisges

Death Stranding è stato rilasciato ormai tre mesi fa, dividendo critica e pubblico e facendo sorgere alcune riserve e perplessità su alcune meccaniche. Una di queste era una certa ripetitività all’interno di alcune sezioni ricorrenti.

Con la versione 1.10 del gioco, Kojima Productions sembra aver accolto alcune critiche degli utenti, a cominciare dalle cutscenes che gli incontri BT che Sam fa durante il suo lungo viaggio verso ovest.

All’interno di queste fasi, il ritmo del gioco rallenta improvvisamente, il giocatore “perde il controllo” del buon Sam e per qualche istante tutta la dinamica in-game subisce un “appesantimento”. Per questo motivo, Kojima ha deciso di rendere l’animazione di intro di questi incontri incontri opzionale.

Tutto quel che dovrete fare per disabilitare l’opzione è andare nel menù delle impostazioni e modificare la voce “Avviso di incontro BT“.

Ricordiamo che non si tratta dell’unica miglioria al gameplay introdotta da Kojima-San sulla base dei feedback ricevuti: l’aggiornamento di dicembre, per esempio, ha aumentato la dimensione del testo dei sottotitoli e modificato il modello di Sam in modo da rendere le casse sulla sua schiena trasparenti qualora nascondano la visuale dell’antenna dell’Odradek.

A quanto pare, Kojima-San ha a cuore che nessun lato del gameplay possa risultare più frustrante del dovuto.

Cosa ne pensate? Queste piccole migliorie possono rendere il gioco più piacevole? E quali sono altri cambiamenti che vorreste vedere implementati?

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FONTE Dual Shockers

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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