Torchlight Frontiers cambia (per amore dei fan) e diventa Torchlight 3

torchlight 3

La saga di Torchlight è nata da una costola di Blizzard ed era perfettamente indirizzata a tutti quei giocatori che non ne potevano più di aspettare l’arrivo di Diablo 3. +

A partire dal primo capitolo della saga, il brand di Runic Games (con a capo alcune delle figure importanti dietro Diablo 2) cerco di raccogliere quà e là tutti quei giocatori di Hack And Slash annoiati dalla produzione dell’epoca, riuscendo a creare una nicchia di giocatori.

Apprezzati dal pubblico, incensati dalla critica per la buona qualità dei titoli, a Runic Games mancava giusto una cosa per essere in paradiso: una fonte di denaro costante ed in grado di permettere la sopravvivenza. Il pubblico per quanto adorante non era abbastanza per permettere la sopravvivenza a oltranza del marchio.

Echtra Games, studio nato dalla dissoluzione di Runic, doveva portare la soluzione al problema al publisher Perfect World. Il nuovo titolo della saga si sarebbe chiamato Torchlight Frontiers e sarebbe stato un MMORPG Action, tradendo l’originale natura del titolo.

Le cose, fortunatamente, sembrano essere cambiate grazie all’opinione di molti appassionati.

Addio Torchlight Frontiers, benvenuto Torchlight 3.

torchlight frontiers gameplay

Torchlight Frontiers, annunciato durante il corso del 2018 come un action rpg multigiocatore, sta venendo modificato in corso d’opera. Perfect World Entertainment e Echtra Games hanno annunciato che il titolo sarà rinominato Torchlight 3 e che diventerà molto più simile ad un action rpg tradizionale come i precedenti capitoli, pescando a piene mani dalla formula hack and slash dei diablolike.

Il CEO di Echtra Games, Max Schaefer (uno dei tre creatori dell’originale Diablo e produttore per i primi due capitoli e le espansioni del secondo), ha dichiarato con un comunicato stampa:

“Durante lo sviluppo abbiamo scoperto che il prodotto a cui stavamo lavorando, quello che abbiamo chiamato per anni Torchlight Frontiers, funzionava meglio come successo di Torchlight 1 & 2 rispetto a quelle che erano le nostre idee originali. Sulla base di questo ragionamento e di tutte le persone che hanno avuto l’occasione di testare il gioco durante la sua alpha, abbiamo deciso che era giunto il momento di riportare il tutto alle sue radici e di prendere come modello i videogiochi che in precedenza si chiamavano Torchlight. Era arrivato per noi il momento di dare ai fan degli ARPG il gioco che avevano imparato ad amare.”

A cambiare sarà anche il modello economico del gioco. Torchlight 3 non sarà un videogioco free to play con microtransazioni come precedentemente pensato per Frontiers ma sarà più tradizionale, con un prezzo d’acquisto in linea con i precedenti videogiochi della saga.

Il titolo darò immediatamente accesso a tutti i contenuti giocabili, risultando perfettamente conforme a questo rinnovato tradizionalismo che evidentemente ha preso per il collo Echtra Games. È stato rimosso dal titolo anche l’obbligo nei confronti dell’always online, caratteristica tipica dei MMORPG, in favore della possibilità di esperire del gioco anche in solitaria.

Confermate in ogni caso le classi precedentemente citate dei personaggi ( The Dusk Mage, Forged e Railmaster) e la presenza di una modalità multigiocatore.

Curiosamente la versione di Torchlight Frontiers provata dalla stampa durante il 2018 era stata giudicata positivamente nonostante le differenze con le precedenti incarnazioni del brand.

Plausibile pensare che Echtra Games abbia pensato di giocare sul sicuro per evitare un tonfo molto rumoroso in seguito alle possibili lamentele dei fan; ora non resta altro che aspettare la release del gioco completo, prevista sempre per il 20 Giugno 2020.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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