Fortnite tra il nuovo motore fisico e l’inarrestabile declino

fortnite capitolo 2

Settembre 2019 è stato un mese molto particolare per Fortnite. La strategia di marketing messa in piedi da Epic Games durante tale mese ha raggiunto il culmine, esplodendo con un buco nero che ha tenuto col fiato sospeso una massa di milioni di giocatori.

Dalla fine dell’evento del buco nero Fortnite si è ripresentato nuovamente al pubblico forte di una mappa completamente nuova, di numerose migliorie a livello tecnico/meccanico, di un nuovo equilibrio e di un nuovo mindset in seno al team di sviluppo, evidentemente sfiancato dalla run impossibile che hanno fatto durante il primo anno e mezzo di vita del gioco.

C’è un però, un però grande come una casa che ha fatto tanto parlare la stampa di tutto il mondo. A partire da Ottobre gli update di Fortnite si sono limitati semplicemente alle sfide settimanali, mancando tutto il lato contenutistico che invece aveva garantito un flusso costante e praticamente inarrestabile di giocatori durante il viaggio di Fortnite capitolo 1.

Da novembre a questa parte gran parte della stampa mondiale non ha perso occasione per definire il gioco come morto e sepolto, soffocato dalla mole sempre più grande di problemi diventata impossibile da ignorare anche a causa dell’assenza di nuovi contenuti.

A cosa ha lavorato Epic durante il corso degli ultimi mesi?
Questo lo sanno solo loro; per il momento sappiamo giusto che la stagione 2 di Fortnite è stata gettata un pochino più in là perché c’è un motore fisico da cambiare.

Epic Games al lavoro sul nuovo motore fisico di Fortnite.

Il più popolare battle royale del mercato pc/console sta per passare al nuovo motore fisico dell’Unreal Engine, denominato Chaos, con l’aggiornamento 11.50. Quest’ultimo sembra essere previsto per i primi giorni di Febbraio.

Nonostante solitamente il cambiamento di motore fisico all’interno di un videogioco è una faccenda di capitale importanza, noi crediamo che questo non porterà a nessuna rivoluzione imminente. Epic stessa all’interno dei suoi comunicati stampa ha sottolineato come l’obbiettivo principale della transizione sia mantenere il feeling di giocare a Fortnite intatto.

Per cercare di rendere la transizione quanto più indolore possibile Epic Games sta facendo testare la patch a gruppi ristretti di tester, in modo da poter applicare tutti i tweak del caso di volta in volta.

A causa di questo nuovo aggiornamento, Epic ha anche rimandato l’inizio della seconda stagione della Fortnite Capitolo 2.

Questo è il secondo rinvio per una stagione durata quasi due mesi in più del previsto; inizialmente la stagione sarebbe dovuta terminare a dicembre per poi venire prima estesa al 6 Febbraio e, con l’ultimo annuncio del caso, estesa al 20 Febbraio 2020.

Dal punto di vista prettamente contenutistico per i giocatori questo vuol dire solo una cosa: altre sfide fuori tempo massimo e nessun importante cambiamento meccanico all’interno del titolo. Per correre ai ripari Epic ha già annunciato all’interno del patch log di essere al lavoro sul nuovo evento, confezionato a modino per il capodanno cinese.

È legittimo pensare che il Juggernaut di collaborazioni made in Epic non abbia assolutamente voglia di fermarsi. Dopo aver messo in piedi insieme a TikTok il più grande contest pro zoomer della storia, la compagnia sta preparando il terreno per un evento crossover con Birds Of Prey, il nuovo film Warner Bros con Harley Quinn protagonista, destinato ad arrivare nelle sale italiane il 7 Febbraio.

Fortnite può fermare il suo declino?

Parliamoci chiaro: Fortnite è effettivamente in declino e la colpa è in parte anche del nuovo sistema di aggiornamenti di Epic Games.

Dopo aver abituato per diciotto mesi i propri giocatori ad aggiornamenti con con nuove meccaniche, nuove zone, nuove armi, il titolo ha finito per abbandonare quella propulsione verso l’alto che aveva caratterizzato (anche in maniera negativa secondo alcuni) la sua prima fase storica, per abbracciare scelte di game designer diverse.

Quasi sei mesi sono passati dall’arrivo di Fortnite Capitolo 2 e le aggiunte sostanziali al gameplay si possono letteralmente contare sulle dite di una mano: abbiamo potuto mettere mano sugli arpioni, abbiamo potuto giochicchiare con qualche arma stagionale e partecipare a degli eventi crossover con brand come Star Wars, ma poi?

La mappa è rimasta sostanzialmente quella, nessun nuovo veicolo è stato aggiunto, nessuna nuova meccanica legata alla narrativa orizzontale del gioco, nessuna nuova sorpresa, nessun evento spaccamascella.

A questo vanno aggiunti i dati puramente economici: Fortnite ad inizio del 2020 segnava un calo di guadagni pari al 38%; nonostante il titolo fatturi ancora cifre elevatissime, ad Epic Games sono entrati in cassa quasi due miliardi di dollari in meno. Alcuni analisti di mercato guardano a questo fenomeno come simbolo della stabilizzazione della playerbase del titolo di Epic, incapace di accalappiare ulteriori giocatori (c’è davvero qualcuno che non ha almeno provato Fortnite al mondo?) all’interno del panorama mondiale.

La diminuzione dei guadagni si deve principalmente alla diminuzione di spesa pro capite per giocatori paganti; ciò si accoppia perfettamente a minori vendite di skin e battlepass ed è ulteriore conferma di quello che dicevamo sopra. A mancare sono i nuovi giocatori perché chi lo ha giocato ha probabilmente smesso ad un certo punto, per non tornare.

Numerose sono le lamentele della community attuale, funestata da seri problemi di matchmaking. Quest’ultimo sembra essere ancora incapace ad accoppiare giocatori di livello simile di abilità all’interno della stessa partita, trasformando la curva d’apprendimento in una rupe sempre più ripida da scalare.

L’aggiunta di un nuovo motore fisico ha forse il potere per cambiare tutte le carte in tavola? Probabilmente no ma, con il passare del tempo, potrebbe dare nuove possibilità ai game designer di Fortnite per creare meccaniche in grado di accalappiare nuovi giocatori e di tenerli ulteriormente incollati allo schermo.

Il titolo di Epic games è uno di quei rari casi in cui ad avere problemi all’interno di un gioco è il suo reparto ludico e non il suo reparto marketing, quello ha dimostrato di saper funzionare anche fin troppo bene per la media del mezzo.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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