Facebook Gaming continua a crescere nel mondo dei siti di streaming

faceboo gaming

Già in passato abbiamo parlato con dovizia di particolari di come il mondo dello streaming a tema videoludico fosse nel bel mezzo di una guerra tra superpotenze. Anzi, più che di una guerra possiamo parlare di un triello rubato al mondo del western.

Il buono, il brutto ed il cattivo in questo caso sono interpretati da tre aziende specifiche: Microsoft, Twitch e Facebook. Senza voler associare ad ognuna di esse la sua parte specifica, è inutile dire che il triello si sta muovendo verso il momento in cui le polveri faranno fuoco ed in qualche modo qualcuno finirà per accasciarsi a terra.

Il triello in questo caso si combatte a suon di contratti d’esclusiva multimilionari in tutte e tre le parti. Ninja, Shroud, Disguised Toast, Pokimame, Lolito FDEAZ sono tutti creator che si sono trovati a cambiare piattaforma in seguito a stipendi da capogiro e accordi vantaggiosi; Microsoft, come sappiamo, per Ninja ha pagato decine di milioni di dollari ed i dati relativi altri nomi ancora non si possono nemmeno stimare.

Cosa fa Facebook nel frattempo?
Cresce, in silenzio e con costanza.
Vediamo insieme di che natura è la sua crescita e come questa potrebbe andare ad impattare sul resto del mercato dello streaming a tema videoludico.

Facebook Gaming sta crescendo?

A portare alla ribalta la situazione è il sito specializzato GamesIndustry. Secondo i dati da loro raccolti, nel giro di un singolo anno Facebook Gaming è riuscita ad aumentare del 210% il numero di ore di contenuti visti, passando dai trentadue milioni di Dicembre 2018 alle centodue milioni di ore di Dicembre 2019.

La percentuale di mercato che Facebook detiene è ancora inferiore alle due cifre ma lascia ben sperare. Il mercato è ancora dominato in modo impressionante da Twitch con un 61% ma vede in seconda posizione Youtube con il 27.9, Facebook con l’8.5% e Mixer con il 2.6%

La situazione ovviamente risulta piuttosto chiara anche ad un occhio non particolarmente esperto, con Twitch che risulta ancora praticamente granitico nella sua prima posizione (nel breve termine); è interessante in ogni caso vedere come il resto delle offerte delle concorrenza fare la guerra al colosso rubando briciole su briciole, cercando di costruire qualcosa di più grande.

Il futuro del mercato del videogame streaming potrebbe cambiare in base a chi proporrà la migliore tecnologia di integrazione dello streaming all’interno della sua console, con Xcloud e Stadia al momento a farsi la battaglia per chi dovrebbe funzionare meglio.

Anche Amazon, in teoria, dovrebbe prima o poi tirare fuori una sua piattaforma per la smaterializzazione del videogioco come avevamo visto in questo articolo. A rimanere fuori sarebbe giusto Facebook ma chissà che in futuro anche l’azienda di Marc Zuckemberg non tiri fuori un coniglio dal cilindro per affrontare il problema con prepotenza e altra potenza di calcolo.

Sono le personalità, i contenuti o le features a determinare la qualità di un servizio di streaming? Utilizzate questi servizi per informarmi, passare tempo o avere un esperienza migliore rispetto a quella che è la televisione digitale moderna?
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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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