Platinum Games annuncia un’alleanza economica con Tencent

Platinum Games, Tencent Holdings

Ne avevamo dato notizia soltanto poche ore fa: Platinum Games, attraverso un’intervista al suo coordinatore Sato, ha iniziato questo 2020 promettendo interessanti novità. La prima di esse arriva oggi e riguarda un accordo economico davvero inedito fra il team padre di Bayonetta (il cui terzo episodio potrebbe essere annunciato prossimamente) e Tencent Holdings Ltd, multinazionale dell’intrattenimento cinese.

Secondo quanto riportato da Dualshockers, Tencent ha dato il via a una serie di investimenti in Platinum, incoraggiandola di fatto a divenire se non uno studio interno almeno un partner importante, e garantendole supporto per la produzione e pubblicazione dei suoi titoli senza passare per altri publisher. Com’è facile immaginare l’operazione è stata accolta con vivo favore da Platinum Games, che ha sottolineato come un’occasione per innalzare ancor più lo standard qualitativo dei suoi giochi e, ovviamente, approfittare della forza di Tencent per estendere il suo mercato.

Punto centrale dell’accordo, ovviamente, il mantenimento di una certa autonomia dirigenziale e creativa da parte dello studio di sviluppo.

Astral Chain, Platinum Games

Una mossa certo molto interessante, che lascia intravedere una strategia abbastanza aggressiva da parte di Tencent.

Per coloro che non lo sapessero, il colosso cinese è in assoluto il maggior attore nel campo della distribuzione videoludica sul mercato asiatico. Proprio questo dato rende il suo approdo al comparto “creativo” del videogioco attraverso un’acquisizione di peso il segnale di un’espansione ancora più profonda e “totale”. Inoltre, il fatto che Platinum Games fosse stata sinora pubblicata da major nipponiche (nello specifico Square Enix e Nintendo) rende tangibile un altro sospetto: la Repubblica Popolare Cinese sfrutterà questo 2020 per attaccare frontalmente il Giappone sul terreno gaming, che è stato per molto tempo il suo cavallo di battaglia?

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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