Josef Fares: “EA non guadagnerà un solo dollaro da A Way Out”

josef fares a way out

Nonostante questo mese di Marzo sia pienissimo di release di primo piano, sono in molti ad attendere A Way Out. Il videogame sviluppato da Hazelight Games è riuscito ad attirare l’attenzione di tantissimi fan grazie ad una formula di gioco unica nel suo genere. Tuttavia, sembra proprio che EA, il publisher del videogame in questione, abbia siglato un accordo molto particolare con lo sviluppatore. Stando alle dichiarazioni di Josef Fares, la mente dietro A Way Out, tutto il denaro che EA ricaverà dalla vendita del gioco sarà destinato allo studio che l’ha creato. In parole povere, Electronic Arts non otterrà dei veri e propri guadagni, ma si limiterà semplicemente a supportare il titolo.

Josef Fares: Electronic Arts si limiterà al supporto di A Way Out

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Chiunque si definisca un appassionato degli indie game non può non essersi mai imbattuto nel nome di Josef Fares. L’istrionico creativo, oltre ad essere il director di A Way Out, si è anche distinto per aver creato quella piccola perla di Brothers: A Tale of Two Sons, uno dei titoli indipendenti più originali ed ispirati degli ultimi tempi. Ed è proprio da Brothers che il prossimo gioco targato EA Originals prende spunto. L’elemento della cooperazione, infatti, avrà un ruolo di primaria importanza, tanto spingere il team creativo ad adottare la soluzione dello split screen, in modo da “obbligare” l’utente ad affrontare il gioco insieme ad un amico.

Sin dal suo annuncio, avvenuto nella splendida cornice dell’E3 2017, A Way Out ha attirato l’attenzione di tutti coloro che fossero alla ricerca di un gioco “diverso”; e questa attenzione non è mai venuta meno, forse anche grazie alla presenza, spesso sopra le righe, di Josef Fares. Nonostante la curiosità di tanti fan, in molti si sono chiesti quale fosse la natura del rapporto tra EA e Hazelight Games. In una recente intervista concessa a The Sixth Axis, Fares ha chiarito che Electronic Arts non ha alcun controllo creativo sul gioco, e che tutto il ricavato sarà destinato allo studio di sviluppo. In parole povere, EA non ricaverà un singolo dollaro dalle vendite del gioco.

“Ecco come stanno le cose, e dovete capire questo: con questo accordo che ho stipulato per questo gioco, EA non sta facendo un solo dollaro dal titolo in questione. Ogni singolo dollaro andrà allo sviluppatore. Non stanno nemmeno facendo soldi, e tutto quello che ho è il supporto di EA.

Non hanno messo in dubbio la mia visione del gioco – non possono perché non lo permetterò – quindi sono stati super-supportanti fino in fondo. Anche con la questione del Friend Pass, legata all’acquisto di una singola copia, non c’è stato nessun problema.”

Una nuova strategia per Electronic Arts

a way out release
Un gioco che fa della cooperazione il suo punto di forza.

Diciamocelo chiaramente: la mossa di EA ci ha sorpresi non poco. Non è decisamente da tutti rinunciare ai propri profitti su un gioco. Tuttavia, la mossa del publisher americano è sicuramente legata a doppio filo alla diffusione del marchio EA Originals, in modo che sempre più team di sviluppo possano essere attratti dall’idea di legare ad esso il proprio nome. Questa decisione, inoltre, creerà un’immagine positiva per Electronics Arts. Nulla toglie che, ovviamente, gli accordi sui futuri titoli possano avere una diversa portata, soprattutto nel caso in cui A Way Out ed i suoi “colleghi” riscuotano il giusto successo.

Ricordiamo ai nostri lettori che A Way Out uscirà il prossimo 23 Marzo per Playstation 4, Xbox One e PC.

Restate sintonizzati per ulteriori news in merito.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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