Square Enix impegnata in una raccolta di beneficenza

Shadowbrigers


Notizie di collaborazioni inaspettate e inedite: Square Enix fa il suo esordio nel mondo della solidarietà su suolo americano attraverso una raccolta fondi in collaborazione con la Gary Sinise Foundation, ente benefico gestito dalla star di Hollywood Gary Sinise (Forrest Gump, CIS: New York) impegnato in attività di rinserimento di primi soccorritori e veterani di guerra statunitensi. Una convergenza inedita e interessante per la multinazionale nipponica, che in questo modo sembra voler entrare all’interno di una rete di organizzazioni umanitarie in contatto con lo star system americano la cui attività è ormai parte integrante della società statunitense.

La campagna

La campagna di raccolta fondi, dall’iconico titolo Warriors in the Darkness, accompagnerà il lancio della nuova espansione di Final Fantasy XIVShadowbringers, in uscita il 2 luglio, e si concluderà il 14 agosto, introdotta dal claim “First responders are the real life warriors in the darkness“, “I soccorritori sono i guerrieri nell’oscurità”, che vuole ricollegare uno degli elementi iconici della serie alla realtà della difficile attività delle squadre impegnate nella lotta agli incendi su territorio americano. Una scelta che sembra puntare a mettere al centro dell’attenzione dei donatori i primi soccorritori, che ogni estate si ritrovano a essere protagonisti di interventi in condizioni estreme sui luoghi dei vasti incendi che coinvolgono buona parte del territorio statunitense, in particolare nell’ovest del paese (Los Angeles, da questo punto di vista, ha un triste primato).

La Gary Sinise Foundation

Ovviamente non vi tedieremo con notizie su Square Enix, che ha fatto parlare di sé anche all’ultimo E3 attraverso il suo remake di Final Fantasy VII e il nuovissimo Marvel’s Avengers.

Per quel che riguarda la Gary Sinise Foundation, invece, si tratta di un ente benefico nato nel 2011 per volontà del famoso attore dopo una serie di esperienze a supporto dei veterani di guerra e dei primi soccorritori, un’esperienza iniziata dopo gli attentati dell’Undici Settembre.

Varie le attività messe in campo, dalle campagne di finanziamento come quella di cui trattiamo oggi, alla valorizzazione della memoria storica dei veterani della Seconda Guerra Mondiale, veicolando messaggi basati su valori parte integrante della tradizione americana: la solidarietà e il rispetto per le forze armate e dell’ordine, soprattutto se esposte a grandi rischi o con problemi di reinserimento nella società.

Gary Sinise
Gary Sinise, conosciuto anche come “il tenente Dan” di Forrest Gump e presidente della fondazione di cui parliamo oggi!

Perché una collaborazione?

Dai comunicati stampa diffusi dall’organizzazione di Warriors in the Darkness, l’obiettivo dell’iniziativa è il finanziamento dell’organizzazione in sé; una linea inedita per una major del videogioco nipponico (che tuttavia, nel caso di Square Enix, essendo le sue serie famose in tutto il mondo).

Tuttavia, nella mossa di S.E. possiamo leggere anche un’altra motivazione: pur essendo legata a Final Fantasy, la campagna è stata attivata giusto un paio di settimane dopo il reveal trailer del nuovo titolo Avengers allo scorso E3.

Quello di casa Marvel è brand la cui retorica affonda inevitabilmente le radici in un’immagine positiva dei valori americani incarnati anche da organizzazioni come la Gary Sinise Foundation, fatto che, almeno in linea teoria, potrebbe permetterci quache speculazione interessante.

Ovviamente si tratta di una notizia ancora troppo fresca per essere analizzata in maniera “sociologia”, tuttavia è interessante notare come questo ponte fra una software house madre di titoli fino a oggi ha trattato immaginari e universi narrativi così distanti da quelli ai quali è abituato il pubblico statunitense “medio” (ovvero costituito da gamers più giovani, come gli adolescenti, con una particolare passione per i supereroi) e l’ambito delle fondazioni di carità statunitensi rappresentato dalla fondazione Sinise si concretizzi proprio nel momento in cui Square Enix si appresta a colonizzare un pubblico e un fandom tipicamente “americani”.

Siamo quindi davanti a una complessa e stratificata campagna di marketing? Forse no, e stiamo solo esagerando, in ogni caso il tentativo di Square Enix di legarsi ad attività umanitarie non può che costituire un esempio positivo. Se questa fosse l’inaugurazione di un trend, sarebbe poi la spia di una presenza sempre più importante delle major del videogioco sulla scena, anche in ambiti che hanno poco a che vedere col nostro hobby preferito.

Leggi anche: Final Fantasy VII Remake tra paure e speranze

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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