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Ecco a voi Scarlett, la nuova console Microsoft

Xbox

La conferenza E3 di Microsoft è stata un gigantesco passo avanti per l’intera compagnia: carrellate di giochi, Keanu Reeves in Cyberpunk 2077, collaborazioni con nuovi studi, Keanu Reeves in Cyberpunk 2077, il progetto X Cloud, Keanu Reeves in Cyberpunk 2077

Ma la bomba più grande di tutte è stata lanciata, come al solito, alla fine dello spettacolo: signore e signori, diamo un caloroso benvenuto alla Nona Generazione Videoludica, perché la nuova Xbox Scarlett è stata annunciata! 

 

Quando la Next Gen è davvero “Next”

 

 

Sebbene Scarlett non sia apparsa dal vivo durante la conferenza, un filmato introduttivo di 3 minuti ha fatto luce a moltissime caratteristiche della nuova console Microsoft.

La parte più integrante ed innovativa di Scarlett sono ovviamente le componenti tecniche: il cuore di Scarlett è un processore Zen 2 modificato dalla stessa Microsoft capace di superare ben 4 volte la potenza di calcolo dell’attuale Xbox One. Oltre allo Zen 2, ci sarà una GPU Navi creata in collaborazione con AMD ed una strabiliante RAM GDDR6 che velocizzerà enormemente i tempi di caricamento e le prestazioni di ogni titolo su Scarlett.

 

 

A livello di performance, gli ingegneri Microsoft hanno rivelato che Scarlett raggiungerà i 120 FPS con risoluzioni fino a 8K (si, avete letto bene, non siete ubriachi) e Ray Tracing di nuova generazione. L’introduzione inoltre di una nuova generazione di SSD permetterà a Scarlett di accumulare una sorta di “memoria virtuale” che aiuterà i giochi a sfruttare al meglio tutte le potenzialità del proprio motore grafico, generando mondi, paesaggi, effetti e situazioni mai visti prima.

Il lancio della console è previsto per il periodo natalizio del 2020, e come killer application non avrà altro che Halo: Infinite, che si è mostrato con un trailer con engine di gioco spacca-mascella subito dopo l’annuncio di Scarlett. Restate con noi per ulteriori aggiornamenti.

Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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