Nonostante Wii U sia ricordata abbastanza all’unanimità come la console più sfigata della casa di Kyoto, è stata la mamma di Super Mario Maker nel 2015, una specie di enorme editor interattivo che ha permesso a milioni di giocatori di dare sfogo alla propria fantasia attraverso le meccaniche di game design che hanno consegnato alla storia Shigeru Miyamoto anni e anni prima.

L’annuncio di Super Mario Maker 2 durante il Nintendo Direct di Febbraio 2019 aveva finalmente ufficializzato l’arrivo del titolo all’interno di Nintendo Switch, portando con se anche l’interessante presenza delle ambientazioni in simil 3D di Super Mario 3D Land; l’engine di gioco sarebbe stato, in sostanza, di gestire anche ambienti trdimensionali e avrebbe permesso ai giocatori di creare questi livelli per poi condividerli con il mondo intero.

Le carte in tavola avevano messo insieme un quadro niente male: un titolo più grande, con più contenuti e con delle novità rispetto al precedente.
Il problema è però legato al comparto multiplayer online, sempre più spesso tallone d’achille delle produzioni Nintendo. Secondo quanto riportato all’interno di un post presente su ResetEra, il nuovo titolo di Nintendo non implementerà la possibilità di giocare online con i propri amici ma soltanto con dei giocatori casuali.

Nintendo, ma perché?

super mario maker 2 mario 3 level

Secondo le fonti del caso, Nintendo avrebbe impedito di default la possibilità ai giocatori di integrarsi con i propri amici all’interno dei livelli di gioco. Questa scelta è stata compiuta per evitare la nascita di possibili comportamenti scorretti che avrebbero inficiato in modo doloroso sulle classifiche online del gioco. Nintendo ha voluto evitare la formazione di alleanze tacite tra i giocatori, create appositamente per poter salire di grado all’interno delle classifiche online.

La domanda che sovviene immediatamente è la seguente: ma perché non posso giocare con i miei amici sbattendomene bellamente di classificazioni e votazioni? Perché Nintendo ha deciso di creare un intero ecosistema di gioco basandosi sull’idea di una continua classificata?.

Per giocare con i propri amici sarà comunque possibile utilizzare il multiplayer locale con due joycon e una sola console o utilizzare una rete wi-fi locale; soluzioni decisamente più scomode rispetto all’idea di avere tutto a portata di qualche click grazie al potere della connessione internet. Questa scelta è l’ennesima pensata non esattamente geniale fatta da Nintendo in ambito multiplayer, che si va a sommare ad una buona dose di perplessità da sempre insite all’interno del Nintendo Switch Online.

Nintendo è retrograda?

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La compagnia di Kyoto nel corso degli ultimi anni, da Nintendo Wii in poi diciamo, si è fatta notare per scelte curiose in ambito multigiocatore che sono il contrario di quello che Sony e Microsoft hanno cercato di portare avanti, almeno a livello di interfaccia e comodità. Un buon esempio di questo fenomeno può essere rappresentato dalla companion app di Nintendo Switch e dal suo legame con la chat vocale nella totalità dei giochi Nintendo.

Per poter usufruire di una feature come la chat vocale, praticamente universale all’interno del mondo dei videogiochi multigiocatore, un utente Nintendo Switch deve avere a portata di mano uno smartphone con installata l’apposita applicazione e collegare il tutto con la consolina attraverso dei cavi specifici. Un qualsiasi utente smartphone medio, a fronte delle spese e dell’inutile complessità dell’operazione, può tranquillamente scaricare gratuitamente applicazioni come Discord o Teamspeak per poter interagire con i suoi compagni di gioco, senza aver bisogno di niente oltre al microfono e le cuffie in dotazione al suo smartphone.

Questa è solo una delle mille cose che si possono dire riguardo i comparti multiplayer di Nintendo.

Super Smash Bros Ultimate, titolo di punta dello scorso anno per la casa, aveva dalla sua un grandissimo numero di problemi di matchmaking nei primi mesi della sua vita; discorso non troppo dissimile può essere fatto per Splatoon 2, altro titolo principalmente multiplayer based dove ci sono setati numerosi problemi legati al cheating che hanno funestato i server di gioco durante i primi mesi di vita.

Nintendo sembra voler proseguire su una strada tutta sua, infischiandosene di quelli che alle volte sono i desideri dei giocatori in merito a funzionalità per la creazione di community online; un vero peccato considerando l’incredibile successo che Nintendo aveva raggiunto su Wii con la creazione dei Mii e con tutte le meccaniche che si sono sommate a quella idea tanto geniale quanto strampalata.

Ora non ci resta che aspettare fine mese per poter mettere le mani su Super Mario Maker 2 e finalmente poter approdare nell’attesissima terza dimensione.
Riuscirà Nintendo a tornare sui suoi passi?

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