Niente personaggi dei brand SEGA in Team Sonic Racing a causa della modalità storia

team sonic racing artwork

Sega ha rilasciato da poco Team Sonic Racing, un bel videogioco di kart che potrebbe farci passare il tempo in attesa del ritorno di Crash Bandicoot e dei suoi amici piloti. Team Sonic Racing è una specie di quinto capitolo apocrifo della saga di Sega Supertars, una serie di videogiochi crossover, generalmente legati al mondo delle corse sugli autoveicoli, che nel corso degli anni passati ha fatto tanto parlare di se ed è stata generalmente apprezzata da pubblico e critica.

Purtroppo, a differenza dei predecessori, Team Sonic Racing abbandona completamente la sua natura di gioco crossover per abbracciare in modo totalitario il mondo e l’universo di Sonic. Secondo quanto dichiarato dai suoi sviluppatori, sembra proprio che questa volta Sega abbia deciso di far realizzare un videogioco molto più incentrato sull’universo del porcospino blu invece che inserirci l’incredibile melting pot di situazioni e di avvenimenti che avevano reso caciaroni e apprezzabilissimi i videogiochi precedenti.

Questa volta abbiamo dovuto salutare, a malincuore, un sacco di personaggi molto interessanti appartenenti ai brand storici di sega come Akira di Virtua Fighter o Ulala di Space Channel 5; abbiamo anche dovuto salutare la pletora di personaggi inseriti all’interno della versione PC di Sonic & All-Stars Racing Transformed provenienti da i brand più disparati del mondo dei videogiochi: videogiochi come Football Manager, Team Fortress, Company Of Heroes o dalla saga di Total War hanno fatto capolino all’interno del racing game di Sega.

Vediamo insieme perché, questa volta, Sumo Digital si è ritrovata a mettere insieme un videogioco sonicentrico.

Esplorare l’universo di Sonic.

team sonic racing screenshot

All’interno di un intervista realizzata da Gamespot con i ragazzi di Sumo Digital all’inizio di questo mese, il design director Derek Littlewood ha cercato di spiegare ai microfoni perché il titolo non presenti personaggi legati ai molteplici brand di Sega solitamente presenti.

Secondo le sue parole la motivazione principale è legata alla presenza di una modalità storia interessata a raccontare una storia che potrebbe diventare canonica nell’universo di Sonic, facendo esplorare ai giocatori un universo altrimenti poco toccato dai videogiochi del brand. La scelta è stata tutto fuorché facile, ma ha permesso agli sviluppatori di realizzare un esperienza a loro dire unica.

“È stata una decisione difficile per noi ma crediamo che sia stata quella giusta da intraprendere. Fare questa scelta ci ha permesso di creare una tipologia di esperienza ludica unica per Team Sonic Racing, qualcosa che non è possibile e non era esprimibile attraverso i precedenti titoli del brand.”

A parlare nel corso dell’intervista c’è stato anche il game designer Ben Wilson, il quale si è espresso sulle comodità e sulle caratteristiche offerte dal poter utilizzare un cast di personaggi ridotto per numero e brand.

“Poiché stavolta avevamo per le mani dei personaggi che hanno già convissuto all’interno di un universo preeesistente, ci è stato più semplice realizzare un sistema di dialoghi che risultasse realistico, piacevole e che fosse in grado di aggiungere qualcosa alla narrazione della storia. Mentre i personaggi corrono possono interagire tra di loro, possono riferirsi agli eventi del loro passato o a quello che succede a schermo; questo non sarebbe stato possibile, non con la stessa qualità e con la stessa coerenza narrativa se nel gioco fossero stati presenti personaggi provenienti da brand alieni. Questo migliorerà di sicuro l’esperienza di gioco per gli appassionati di Sonic, che hanno giocato e hanno vissuto le precedenti avventure del porcospino blu!”

Ma avevamo davvero bisogno di una modalità avventura in un gioco di guida?

La cosa che forse stupisce maggiormente è la necessità, per Sumo Digital, di avere una story mode consistente all’interno di un prodotto che plausibilmente non ha i mezzi per proporre una narrativa complessa e articolata. La struttura stessa del racing game lascia poco spazio alla caratterizzazione dei personaggi e anche gli esperimenti più votati alla creazione di un comparto narrativo di tutto rispetto (come Racing Lagoon di Squaresoft quasi venti anni fa) non hanno avuto il successo sperato.

Senza voler partire con una noiosa disamina sulla natura dei giochi di guida, quello che sarebbe importante sottolineare è invece legato alle volontà degli sviluppatori e dei publisher. Team Sonic Racing è, plausibilmente, un tentativo di Sega di rimettere i riflettori su Sonic The Hedgehog come personaggio e come brand visto che non escono titoli unicamente incentrati sul personaggio e sull’universo da circa 2 anni, quando nel 2017 videro la luce Sonic Mania (gran titolo) e Sonic Forces (non esattamente un gran titolo).

crash team racing nitro fueled gameplay screenshot

Anche l’arrivo di Crash Team Racing Nitro-Fueled potrebbe aver in qualche modo influito sul voler presentare un videogioco completamente incentrato sulla mascotte di Sega, andando direttamente a rivaleggiare con l’inossidabile Mario Kart 8 Complete e con il gioco sul peramele più famoso del mondo dei videogiochi; mentre nel primo la modalità storia è completamente assente ed ha quasi unicamente personaggi appartenenti al brand di Mario, il secondo avrà dalla sua una narrativa che fungerà giusto da collante tra una pista e l’altra, se Beenox mantiene la formula originale della versione Playstation 1 del titolo.

In Ogni caso il director di Team Sonic Racing ha fatto notare ai ragazzi di Gamespot che potrebbero esserci, in futuro, altri capitoli all star legati ai brand sega vista la passione per il publisher che unisce praticamente tutti i membri della software house inglese.

“Al momento non abbiamo niente da annunciare, ne niente in programma. Il mondo degli All Stars ci è molto caro e avremmo davvero moltissimo piacere a lavorarci di nuovo”

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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