Abbiamo già parlato qualche volta di Star Citizen e del suo incredibile successo quando si tratta di raccogliere fondi.
Abbiamo già detto che Cloud Imperium Games è riuscita, dal 2012 in poi, a raccogliere una quantità incredibile di soldi attraverso un metodo di sopravvivenza tanto curioso quanto incredibilmente efficace, superando anche i finanziamenti che molti publisher danno per giochi piuttosto titolati.

Chris Roberts, mente dietro il leggendario Wing Commander, porta avanti questo progetto avveniristico da più di un lustro con risultati altalenanti; i primissimi anni di sviluppo del titolo lo facevano sembrare semplicemente un truffa ben congegnata, realizzata solo per spillare soldi agli appassionati di videogiochi fantascientifici.

Con il passare del tempo il progetto Star Citizen ha assunto la forma del classico videogioco vaporware, ovvero destinato a non uscire mai; solo da un’ anno a questa parte il progetto si è potuto fregiare di una concretezza sincera grazie anche alla partecipazione di importanti star cinematografiche all’interno del doppiaggio del titolo: parliamo di attori come Mark Hammil o Henry Cavill (si, lo stesso che interpreterà lo strigo nel telefilm di Netflix).

Oggi parliamo invece di come, secondo un report finanziario fatto proprio da Cloud Imperium, i soldi raccolti attraverso il crowdfunding siano stati spesi.

Star Citizen, ovvero un gioco estremamente costoso da fare.

Star Citizen

All’interno di un dettagliatissimo report la software house Cloud Imperium Games ha mostrato, con grafici e infografiche di varia natura, come sono state divise spese ed investimenti per la creazione dell’attesissimo Star Citizen.

Tra il 2012 ed il 2017 l’azienda americana sembra aver speso oltre 193 milioni di dollari, di cui circa 100 milioni se sommiamo il 2015 e il 2017.

Questi soldi sono stati spesi principalmente in stipendi interni all’azienda e in altri costi di sviluppo; il reparto marketing e pubblicità nel 2017 ad esempio è costato la bontà di sette milioni di dollari e rappresenta una delle spese minori di tutto il processo produttivo.

Attraverso il grafico è anche possibile comprendere come si sia poi evoluta Cloud Imperium Games si sia modificata per assetto azienda: nei primi anni dell’azienda la maggioranza delle spese vertevano sul reparto Contracted Developer, ovvero sui programmatori a contratto esterni all’azienda; la diminuzione di tale tale è però controbilanciata dall’aumento di quelli che sono i salari e ciò indica semplicemente come la software house americana abbia iniziato ad assumere direttamente all’interno della sua azienda tali programmatori.

Secondo i grafici negli ultimi anni Cloud Imperium Games si è messa a spendere più di quanto guadagni tra finanziamenti e campagna crowdfunding, probabilmente in relazione con l’intenzione dell’azienda di tirare fuori Squadron 42 entro la seconda metà del 2020 come annunciato il mese scorso.

Di cosa avrebbe bisogno Cloud Imperium Games per tirare fuori il titolo entro un tempo umano?
Probabilmente di più settimane come quella del CitizenCon 2018 dove l’azienda ha racimolato 1.7 milioni di dollari nel giro di sette semplici giorni.

Star Citizen non ha ancora una data mentre la sua versione single player potrebbe vedere i natali nella seconda metà del 2020; l’unico luogo dove sarà possibile giocare tale titolo è il PC e al momento non sono previsti annunci per eventuali console casalinghe.

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