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La Valve ha reso compatibile il Raspberry Pi con Steam Link

Immagine raffigurante lo Scout di Team Fortress 2 che gioca con lo Steam Link


Valve ha terminato da poco la produzione della Steam Link, la periferica di Steam che permetteva di giocare la propria libreria digitale in remoto, supportando perfino dispositivi esterni come lo Steam Controller.

La decisione di Valve è stata presa in seguito ai grossi costi di produzione della piccola scatola nera, decisamente maggiori rispetto al supporto dell’app Steam Link, che permette di avere le stesse prestazione e funzioni ma scaricate sul proprio smartphone o tablet.

Se siete amanti dell’hardware fisico, però, non dovete disperare: Valve ha infatti annunciato che Steam Link potrà essere scaricato in versione beta sulla serie di mini computer Raspberry Pi.

Non-proprio-fenomenale potenza di calcolo in un minuscolo spazio vitale

 

Fotografia del Raspberry Pi modello 3

 

Per chi non conoscesse i Raspberry Pi, sono dei mini computer composti unicamente da una piccola scheda elettronica, delle porte USB e hardware più o meno elementare, a seconda del modello. Il punto di forza dell’intero progetto è il prezzo bassissimo, a partire dai 15 euro fino ad arrivare ad un massimo di 35.

I Raspberry hanno molteplici utilizzi, e vengono usati ad esempio dai programmatori in erba per imparare a programmare con un hardware di semplice fattura, oppure possono diventare una vera e propria retro-gaming station grazie ai molteplici software di emulazione scaricabili. 

La serie dei Raspberry è iniziata col modello Zero, il primo e più anziano hardware sviluppato nell’ormai lontano 2012. Abbiamo qui per voi una nostra recensione approfondita del modello Pi Zero con supporto wireless, configurato per il retro-gaming.

I modelli che supporteranno la versione beta di Steam Link saranno quelli più recenti, ovvero i Raspberry Pi 3B e B+. Il download è completamente gratuito ed è spiegato nei minimi dettagli in un post della community di Steam

L’occasione è certamente ghiotta per tutti coloro che rimpiangono la triste dipartita della Steam Link e che preferiscono avere un pezzo di hardware dedicato piuttosto che un’applicazione su dispositivi esterni.

Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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