Catena austriaca di videogiochi non vende più Xbox One

xbox one game pass
Una catena di videogiochi non vende più Xbox One


Non è passato molto dall’annuncio di Microsoft riguardo alle nuove offerte proposte dal suo Xbox Game Pass e i primi risultati di questa iniziativa iniziano a farsi sentire. Incredibilmente, però, non si tratta di conseguenze positive. Ai giocatori ha fatto sicuramente piacere sapere che con un singolo abbonamento da 9,99 euro sarà per loro possibile giocare dal day one anche le esclusive first party senza costi aggiuntivi. Ancora più piacevole è la possibilità di giocare questi titoli sia su Windows 10 sia su console acquistando una sola copia (clicca qui per l’articolo completo).


Allora, chi è che protesta e fa il diavolo a quattro? I punti vendita. I negozianti iniziano a mugugnare perché questa iniziativa di Microsoft pare possa portare alle catene di videogiochi una perdita economica. Ad alcuni punti vendita non è andata giù la potenziale perdita di guadagno sulla vendita di videogiochi disponibili con il Game Pass di Microsoft.

Tra queste catene di videogiochi ce n’è una che ha sede in Austria: stiamo parlando di Gameware. La risposta di questa catena è stata decisa e immediata: non si vendono più Xbox One perché non porta alcun profitto. Ad annunciarlo è stato il responsabile social media sul profilo Twitter ufficiale dell’azienda:

Il breve tweet spiega molto bene le ragioni per cui Gameware ha deciso di non vendere più la console Microsoft presso i suoi negozi in Austria. È chiaro che la causa scatenante va cercata nell’annuncio delle nuove funzionalità di Xbox Game Pass.

È stata una decisione basata sull’annuncio di Game Pass. E sul fatto che i pre-order di Sea of Thieves sono molto indietro. Dunque, la decisione è stata basata sulla vendita dell’hardware senza alcun ritorno dell’investimento e la mancanza di pre-order sui titoli first-party probabilmente a causa di Game Pass.

Gameware ritiene poco conveniente vendere l’hardware e lancia un’ultima frecciatina all’azienda americana affermando che chi vuole fare affari da solo, dovrebbe anche lavorare da solo. Da questo momento in poi, dunque, Gameware non aiuterà più gli affari di Microsoft vendendo il suo hardware.

Cosa ne pensate di questa presa di posizione? Da che parte sta la ragione?

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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