Private Division: Take-Two vuole finanziare nuovi giochi indie

private division take two

Oggi come oggi, i giochi indipendenti rappresentano una delle risorse più importanti dell’industria videoludica. È molto frequente poter trovare delle idee fresche e soprattutto originali in sviluppatori esterni al mercato dei tripla A. Proprio per questa ragione, anche publisher di caratura mondiale hanno deciso di supportare progetti di questo genere, arrivando anche fare investimenti di una certa importanza. Anche Take-Two ha dimostrato il suo interessamento agli indie game. La prova di quanto stiamo dicendo è l’inaugurazione di Private Division, la divisione del publisher americano che si occuperà di finanziare lo sviluppo, la pubblicazione e le vendite di una vera e propria nuova generazione di progetti indipendenti.

Private Division: una porta aperta agli sviluppatori indipendenti

private division indie game
Cosa bolle nella pentola di Take-Two?

Chi pensa che gli indie siano dei prodotti di nicchia, probabilmente avrà vissuto in una caverna negli ultimi anni. Basta vedere il successo di giochi come Minecraft, per capire quanto un’idea vincente possa provenire anche da piccoli sviluppatori. Proprio per questa ragione, con il tempo, anche publisher come Ubisoft, Activision e Square Enix giusto per citarne un paio, si sono aperti al finanziamento di progetti del genere. I risultati di questi investimenti sono stati piccoli capolavori come Valiant Hearts, White Night, Child of Light e Raji: An Ancient Epic, un gioco ancora in fase di sviluppo ma di grande interesse. Non è un caso, quindi, che anche anche altri abbiano deciso di battere questa strada.

È il caso di Take-Two, che ha da poco inaugurato Private Division, una divisione appositamente creata per il supporto delle realtà indipendenti. Lo scopo è di quelli ambiziosi: gettare le basi per una nuova generazione di giochi indie. Trovare progetti interessanti è molto frequente, in quanto i costi dei programmi e dei tool sono diminuiti non poco, dando la possibilità anche a piccoli team di sviluppare le loro idee. Quello che realmente manca, a queste realtà, è proprio il supporto di persone competenti nelle vendite. Ed è proprio qui che entrerebbe in gioco Private Division. Secondo quanto detto da Michael Worosz, sarebbe quindi possibile parlare di “high-end indie games“.

Sviluppatori indipendenti con il supporto delle Major

private division ancestors
Il primo gioco in rampa di lancio.

Di seguito, riportiamo un estratto di quanto dichiarato da Michael Worosz, Capo dello Sviluppo Aziendale e delle Pubblicazioni Indipendenti presso Take-Two.

“Stavamo vedendo creativi davvero esperti praticamente sull’uscio delle nostre porte, intasando la nostra casella di posta con progetti davvero interessanti. Con budget minori, ma non per questo meno ambiziosi, alla ricerca di opportunità di essere pubblicati.

All’interno di Take-Two non avevamo davvero una casa per questi progetti: Rockstar si concentra sulle proprie IP; 2K ha IP di proprietà e di terze parti, generalmente con budget molto più grandi. Ma stavamo vedendo progetti di Patrice Desilets, e [il fondatore di V1 Interactive] Marcus Lehto, un veterano di Bungie per 20 anni, di cui eravamo davvero entusiasti.

Pensavamo che avessero la sensibilità di un gioco AAA, ma senza dover necessariamente avere più di 50 ore di gameplay.”

In parole povere Take-Two, attraverso Private Division, vuole dare spazio a tutti quei progetti che si collocano a metà strada tra i tripla A e le produzioni indipendenti. Si tratta di un nuovo concetto di indie game, non molto diverso da ciò che abbiamo visto con Hellblade: Senua’s Sacrifice. Si tratterebbe, quindi, di progetti realizzati da sviluppatori con una certa esperienza nel settore, affiancati da uno staff disposto a finanziarli, e con una competenza nel settore delle vendite.

Private Division: quando vedremo i primi frutti?

È già possibile dare uno sguardo al trailer di Ancestors: The Humankind Odyssey. Il gioco, sviluppato da Patrice Desilets e dal suo studio Panache Digital, rappresenta uno dei primi frutti di Private Division. Oltre ad Ancestors, troviamo Project Wight, il progetto di The Outsiders, lo studio di David Goldfard e Ben Cousins, due ex di EA DICE. Il co-creatore di Halo, Marcus Lehto, è a capo del progetto di debutto ancora non annunciato di V1 Interactive; ci sarà un nuovo RPG di Obsidian Entertainment, guidato da Tim Cain e Leonard Boyarsky, il team creativo responsabile di Fallout; infine, Kerbal Space Program, di proprietà di Take-Two, sarà pubblicato da Private Division.

private division obsidian rpg
C’è anche un RPG di Obsidian in programma.

Nonostante il successo di giochi come Valiant Hearts, Unravel e Child of Light, Take-Two vuole che Private Division abbia un obiettivo molto diverso. Il publisher americano vuole che i giochi della sua divisione abbiano un grande impatto. Proprio per questa ragione, i budget messi a disposizione saranno sicuramente inferiori rispetto alle IP di Rockstar, ma non sono stati stabiliti né un massimo né un minimo di spesa.

“Questo è stato uno dei motivi per cui abbiamo deciso di arrivare sul mercato con una solida lime-up. Ne è prova il fatto che stiamo lavorando con Obsidian su un gioco di ruolo profondo e coinvolgente, la gente sarà entusiasta. Sapranno che non stiamo parlando di piccoli esperimenti.

Con il rischio di investimento per i videogiochi che ora può facilmente superare i 100 milioni di dollari di spesa per lo sviluppo, è davvero difficile creare una nuova IP. Stai assumendo un nuovo rischio ogni volta che provi a portare una nuova IP sul mercato, si tratta di firmare un grande assegno per creare qualcosa che non è ancora stato messo alla prova.

Questo raggiunge un obiettivo strategico di Take Two, con cui stiamo contribuendo a creare nuove IP. Ma stiamo compensando questo rischio grazie a budget di sviluppo inferiori, e anche grazie al lavoro con questi provati talenti creativi. Da un punto di vista strategico, tutto si allinea.”

Non è ancora dato sapere se i giochi che usciranno fuori da Private Division saranno solo in formato digitale o anche fisico. Così come non si sa ancora la fascia di prezzo su cui si collocheranno i titoli. L’impressione è che non bisognerà attendere molto per saperlo.

Restate sintonizzati per ulteriori news in merito.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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