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Al papà di GTA non piace l’attuale realtà virtuale

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La realtà virtuale è ancora all'età della pietra


L’arrivo della realtà virtuale aveva un po’ illuso che potesse diventare in poco tempo la tecnologia vigente e predominante nell’industria videoludica. Non ci è voluto molto, però, che i sensori VR si tramutassero, per molti da strumenti futuristici a oggetti misteriosi.


La domanda che ci si dovrebbe porre allo stato attuale è: “Conviene oggi acquistare un visore VR?”. Come per una console, anche una periferica esterna ha bisogno del software per avere successo. Senza giochi degni di questo nome, la realtà virtuale non può decollare per grazia ricevuta.

Dello stesso parere sembra essere il creatore di Grand Theft Auto, Dave Jones.

Il creatore di GTA critica la realtà virtuale

Per capire le dichiarazioni di Dave Jones, padre della serie GTA, bisogna prima rendere noto il fatto che le vendite dei visori sono state molto inferiori alle aspettative, in particolare per quanto riguarda HTC Vive e Oculus Rift. Il motivo, secondo Dave Jones, è l’arretratezza della tecnologia che non è ancora pronta a cambiare il modo di giocare. Jones afferma, infatti, che la tecnologia è ancora all’ “età della pietra”.

Il 25 novembre, l’Università di Abertay ospiterà un panel di discussione gratuito in cui Jones parlerà dello stato di salute del settore. Egli, inoltre, sta attualmente lavorando a un titolo di realtà virtuale chiamato They Came From Space. Nonostante l’impegno profuso per questa tecnologia, Jones ha voluto dire la sua opinione su di essa e non è del tutto positiva.

Inizialmente tutti i giochi erano per bambini e, a causa della tecnologia, la gente non pensava alla grafica e alla storia. Ma poi è arrivato un momento in cui i giochi sono diventati come qualsiasi altra forma di intrattenimento. I videogiochi toccano la vita di tutti e anche se sembra che li facciamo da una vita, penso ancora che siamo agli albori – in particolare in termini di tecnologia.

Ci piace creare questi mondi virtuali stilizzati, ma in qualche modo siamo ancora nell’età della pietra e i limiti della tecnologia possono bloccare le idee che abbiamo. La realtà virtuale e la realtà aumentata sono all’inizio del loro ciclo.

La strada quindi è ancora lunga affinché i titoli che sfruttano la realtà virtuale possano ottenere lo stesso successo di quelli “normali”. Di videogiochi in VR di buona fattura ne sono usciti, ma sono ancora una goccia nel mare. Arriveranno, si spera, tempi più maturi.

Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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