Dark Souls 2 – Provato


Articolo a cura di Alessandro Arndt Mucchi

Milano – L’abbiamo atteso con un misto di trepidazione e timore, abbiamo rigiocato al primo capitolo prendendo degli energici schiaffoni, ci siamo goduti i filmati di presentazione sobbalzando ad ogni gigantesco mostro-spacca-tutto ed ora, quasi, ci siamo. Dark Souls 2 sta per arrivare in Italia (il 14 marzo prossimo per la precisione, per Xbox 360, PlayStation 3 e PC) e per prepararci al ritorno del gioco più difficile dell’era moderna siamo stati invitati da Namco Bandai ad una presentazione in anteprima di alcune delle maggiori novità che ci aspettano. Abbiamo ritrovato il gioco di ruolo nipponico più agguerrito che mai, pronto a menare i soliti, amatissimi, sganassoni sui denti di chiunque ci si avvicini senza la dovuta cautela. Volete scoprire se l’esperienza ludica sarà ancora difficile e gratificante come nello scorso episodio? Continuate a leggere questa anteprima e preparatevi a morire. Di nuovo.

Il bastone e il bastone
Di carota, in Dark Souls 2, ce n’è eccome, ma non è che venga elargita con generosità da un gameplay ostico e dalla curva di difficoltà ripida e punitiva. Chiunque temesse un abbassamento del livello di sfida può dunque dormire sonni tranquilli, la produzione From Software si è infatti mostrata all’altezza delle nostre aspettative, uccidendo noi e gli altri colleghi della stampa specializzata senza pietà. Difficile dare una valutazione completa da qualche minuto di provato, ma alcune delle novità che ci sono state presentate sembrano capaci di rendere ancora più complicate le cose, prendiamo il respawn dei mostri, per esempio. Nel precedente capitolo ogni morte era occasione di riaffrontare i nemici che ci avevano allontanato dal mondo dei vivi, un po’ per riprovarci, e un po’ per sfruttarli così da passare di livello e prepararci alle sfide future. In Dark Souls 2, invece, dopo qualche “sei morto” i nemici non compariranno più, da un lato permettendoci di proseguire, ma dall’altro eliminando di fatto tutta quella fase di farming che si rivela poi fondamentale per la sopravvivenza. E’ vero che bruciando un determinato (e raro) oggetto al fuoco da campo si può decidere di farli riapparire, ma d’altro canto questi torneranno in vita potenziati e più combattivi, rendendoci le cose ancora più complesse. A questo dobbiamo aggiungere il fatto che la nostra vita massima subirà delle diminuzioni ad ogni passaggio nell’aldilà, obbligandoci a cercare per il mondo degli specifici oggetti che riportino le cose allo stato di partenza, ma esponendoci maggiormente ai rischi durante l’operazione. Le novità, in Dark Souls 2, hanno tutte questa natura bipartita, da un lato possono facilitare la vita del giocatore, ma dall’altro inaspriscono il livello di sfida, un po’ come la possibilità di resettare le proprie statistiche dopo avere trovato un Soul Vessel ed averlo portato in una determinata zona del mondo, operazione che sembrerebbe un passo verso la semplificazione, se non fosse che quella zona del mondo nasconderà chissà quali pericoli.

Sbagliando s’impara
Ci sono tanti piccoli accorgimenti che migliorano l’esperienza di gioco con Dark Souls 2, se paragonata a quella col primo capitolo, cose da poco conto forse, ma ben accette nell’ottica di avere un prodotto il più fruibile possibile pur con le sue asperità. Ora possiamo vedere il nostro personaggio mentre andiamo a frugare nei menù, così possiamo vedere come e perché ci ammazzano mentre cerchiamo di equipaggiare uno dei quattro anelli che possiamo portare. Potremo poi utilizzare la chat vocale per comunicare con gli altri giocatori durante la cooperativa, e potremo contare su un sistema di calcolo del comportamento in PVP ora completamente automatizzato. Più andremo a rompere le scatole agli altri giocatori, più per noi le cose si faranno difficili (meno vita massima, più probabilità di ricevere visite indesiderate), rendendo così la vita del piantagrane un pelo più avventurosa. Da segnalare poi una maggiore attenzione sulle fasi esplorative, ora incoraggiate da un level design labirintico ed invitante, nonostante le dimensioni della mappa di gioco siano più o meno analoghe a quelle della nostra precedente avventura.


Commento finale
Dark Souls 2 è alle porte, con tutto il suo carico di cazzotti in testa alla Bud Spencer, quei cazzotti che ti stordiscono e ti fanno riflettere sui tuoi errori prima di tornare a sbattere contro gli stessi nemici cercando una soluzione. Niente panico, signori, questo secondo capitolo della serie From Software saprà mettere in difficoltà anche il più esperto di voi, nonostante delle innovazioni a prima vista facilitanti, nonostante un sistema di punizioni più incisive per il PVP più sfrenato. Tecnicamente più pulito, nonostante qualche sporadico calo di frame-rate, Dark Souls 2 ha tutte le carte in regola per mantenere la serie sul podio di quelle più complesse, e gratificanti, di questi ultimi anni.

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