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Agony: guida, soluzione e consigli generali

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In ogni survival horror che si rispetti, riuscire a portare a casa la pelle rappresenta un’impresa più o meno ardua. Tuttavia, in Agony, soprattutto alle battute iniziali, non sarà affatto facile sopravvivere. I demoni che incontreremo sulla nostra strada sono veramente tanti, spesso nemmeno facilmente distinguibili dalle altre anime dannate; inoltre, il nostro status di semplice “anima dannata” ci renderà particolarmente deboli ed esposti a praticamente qualsiasi tipo di pericolo. Proprio per questa ragione, questa nostra guida nasce con lo scopo di fornire tutta una serie di consigli e soluzioni ad i problemi più comuni che vi troverete ad affrontare nel gioco, tra cui spicca quello forse più scontato: sopravvivere.

Agony: come sopravvivere in un girone infernale?

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Uno dei primissimi consigli che abbiamo da darvi è quello di “tenere giù la testa“, nel senso di tenere sempre un basso profilo, di fare il minor rumore possibile e di fare sempre molta attenzione all’ambiente circostante. Ricordatevi che vi trovate all’Inferno e che, proprio per questa ragione, ci saranno demoni ad ogni angolo di strada. In base a quanto ora scritto, dovrete muovervi con estrema cautela, sopratutto quando arriverete ad “incroci” e quando vi imbatterete in nicchie e rientranze: controllate sempre che non vi siano “sgradite sorprese“. Tenete sempre a mente che, molto spesso, i demoni non saranno facilmente distinguibili dai dannati che incontrerete, se non quando sarete molto vicini.

Non dimenticate mai di esplorare a fondo tutto ciò che vi circonda: solo in questo modo potrete trovare oggetti di vitale importanza, come le mele, che approfondiremo in seguito, ed i save point. Agony non offre una funzione di salvataggio automatico, ragion per cui, onde evitare di dover ricominciare tutto dall’inizio, dovrete trovare i Soul Mirror. Questi oggetti si presenteranno come un insieme di braccia umane che si sviluppano attorno ad un dipinto. Interagite con questo grottesco oggetto e salverete i vostri progressi nel gioco.

Tuttavia, ricordatevi di interagire con i vari oggetti collezionabili solo quando avrete la sicurezza di non attirare su di voi “attenzioni sgradite”, in quanto la morte è davvero dietro l’angolo.

Cercate sempre di ottenere i vari oggetti collezionabili

agony guida ai finali
Fate sempre molta attenzione a ciò che vi circonda: la morte è sempre dietro l’angolo.

Come detto in precedenza, in Agony saranno presenti tantissimi oggetti collezionabili, dai dipinti alle vignette, passando per delle statue dei vari demoni e divinità demoniache presenti nel gioco. Soffermandoci un attimo sulle statue, ad esse è collegato il trofeo “Lasciati guardare“, che richiede il ritrovamento di tutti questi oggetti. Alcune statue richiederanno il compimento di determinate azioni come requisito per sbloccarle nel gioco; non appena ne vedrete una, avvicinatevi e raccoglietela.

In secondo luogo, un’ulteriore categoria di oggetti collezionabili è rappresentata dalle mele dorate. Nel corso della vostra avventura in Agony vi capiterà di imbattervi in degli alberi che emanano una luce particolarmente intensa, soprattutto se paragonata all’oscurità che caratterizza quasi tutta l’esperienza di gioco. Se vi soffermerete ad analizzare queste piante, potrete trovare delle mele dorate che, se mangiate, vi doneranno un punto esperienza, che potrà essere utilizzato per sviluppare le abilità del nostro sventurato protagonista.

Come sviluppare le abilità del protagonista

agony guida ai trofei
Per sopravvivere in questo luogo dannato, dovrete potenziare le abilità in vostro possesso.

Subito dopo aver portato a compimento le prime missioni di Agony, incontreremo gli alberi precedentemente menzionati, da cui potremo raccogliere il “frutto proibito”, ovvero le mele dorate di cui abbiamo già parlato. Ognuna di esse ci darà un punto esperienza, che potremo decidere di spendere per sviluppare una delle abilità in possesso del nostro protagonista. La nostra anima dannata potrà scegliere tra ben quattro diverse abilità, che prevedono, in parole povere: la possessione dei Martiri che incontreremo nel corso del gioco, meno rumori emanati nel momento in cui effettueremo la possessione di un martire, la capacità di trattenere il respiro più a lungo, e la capacità di resistere ad attacchi deboli.

Ognuna delle skill ora menzionate potrà essere sviluppata di ben tre livelli. Il nostro consiglio è quello di prediligere, prima di ogni altra abilità, quella relativa alla possessione dei martiri. La ragione è presto detta: nelle fasi iniziali del gioco, sarà molto facile che veniate uccisi dai demoni. Proprio per questa ragione, per evitare una morte prematura, dovrete trovare un altro corpo da possedere, e questa abilità vi consentirà proprio questo, permettendovi di continuare a giocare. In secondo luogo, non dimenticate di sviluppare anche la resistenza agli attacchi, in quanto sarà l’unico modo di sopravvivere e di scappare, con un po’ di fortuna, alle creature demoniache che incontreremo sulla nostra strada.

Come evitare i demoni e possedere i Martiri

Gli sviluppatori hanno decisamente calcato la mano sull’elemento splatter.

La prima cosa che dovrete imparare, in Agony, è come sopravvivere ad un “incontro ravvicinato” con un Demone. Come detto anche in apertura, queste creature sono praticamente ovunque, e non sarà sempre facile distinguerle. Tuttavia, se siete convinti che ci sia un demone nelle vicinanze, ci sono alcuni stratagemmi che potrete seguire per portare a casa la pelle. Innanzitutto, buttatevi a terra e trattenete il fiato: in questo modo vi fingerete morti, ed i demoni nelle vicinanze non vi noteranno. In secondo luogo, se ci sono delle nicchie nelle vicinanze, potrete sempre sfruttarle come nascondiglio; in questo modo sarete sicuri di non essere scoperti dai vostri carnefici. Per concludere, se invece avete una torcia, potrete sempre decidere di lanciarla via, in modo da distrarre momentaneamente il demone e poter così continuare il vostro tragitto.

Tuttavia, tenete sempre a mente che, in Agony, la morte è praticamente inevitabile. Proprio per questa ragione, dovrete sempre avere a disposizione un “piano B“. Nel nostro caso, il piano B consiste nel possedere i Martiri che incontreremo nel corso del gioco. Non appena un demone ci avrà uccisi, avremo circa un minuto di tempo per trovare un nuovo corpo che possa ospitarci. Più il tempo scorrerà, più vedremo dei simboli in sovrimpressione sullo schermo; più essi diventeranno frequenti, più ci staremo avvicinando alla morte. Per possedere i martiri dovremo essere in possesso della corrispondente abilità; non appena prenderemo possesso del martire in questione, potremo continuare a giocare, conservando i nostri progressi nel gioco e non essendo costretti a ricominciare dall’ultimo save point.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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