Credendo Vides: Istruzioni per l’uso alla Puntata 2×09 di Luxastra

Anteprima di Credendo Vides 9


Luxastra sta diventando un fenomeno di tendenza e ben apprezzato da tutta la community italiana. Ciò è probabilmente dovuto all’enorme impegno, amore e cura per i dettagli che tutto il team di Inntale mette in ogni singola puntata.

Ma in mezzo a questo ben di Dio (o Dei) è facile perdersi nell’enorme quantità di elementi con cui il Dungeon Master Matt ha inondato il mondo di Luxastra. Proprio per questo nasce questa nuova rubrica, Credendo Vides, che si occuperà di analizzare ogni episodio settimanale dello show andando a riassumere in modo rapido ed efficiente i punti più salienti della puntata, oltre che portare l’attenzione su alcuni dettagli che, magari, sono sfuggiti ai più durante la visione.

Quest’oggi andremo ad affrontare una piacevolissima sorpresa nel format di Luxastra, l’Episodio 9, che ha visto come protagonisti il nuovo trio comico formato da Rendar ed i suoi nuovi compagni Alastor e Boris!

 

Di Campioni ce n’è uno, tutti gli altri son Agenti

 

Screenshot che mostra Boris e Alastor sollevare Rendar

 

La puntata si apre con la descrizione del background dei due nuovi personaggi, interpretati da Gabrio e Luca: Boris è un nano Arconte della Chiesa dei Venti, mentre Alastor è un burbero orco puro bardo. Entrambi sono Agenti del Re Corvo, esattamente come Tuono, Tarlo e soprattutto Arion, il precedente compagno di viaggio dei due.

Matt spiega poi come, durante la loro missione per conto del Re Corvo, il gruppo sia venuto a sapere che un Campione sarebbe giunto al posto di Arion: i Campioni, ovvero gli Avventurieri di Fatumastra, sono personaggi di grandissima importanza per il piano del Re Corvo, e a differenza degli Agenti il loro operato deve esser quanto più spontaneo e privo d’influenze esterne per la riuscita della loro impresa.

Detto ciò, Arion si è congedato immergendosi dentro al terreno ed al suo posto è stato tirato fuori Rendar, esattamente come abbiamo visto alla fine dello scorso episodio. Una scelta coraggiosa ma decisamente redditizia, quella di dividere il punto di vista dei prossimi episodi tra la missione di Rendar e i Campioni rimasti a Fatumastra, che aiuterà sicuramente a movimentare un po’ il futuro ritmo della serie.

 

“Oh, la missione per il Re Corvo, la fantomatica missione, la missione segreta…quale missione scusa?”

 

Screenshot del misterioso strumento in mano a Boris nell'Episodio 9 di Luxastra

 

I tre fanno subito la conoscenza, e Boris tenta di spiegare il proprio compito a Rendar, seppur le sue informazioni non siano proprio complete: l’obiettivo è quello di scovare un fantomatico e massiccio cristallo all’interno delle rovine elfiche di Oglash e piazzargli sopra una tavoletta parecchio strana, che secondo il Re Corvo avrebbe poi svolto tutto il lavoro.

Non risulta quindi così strano che Alastor e Boris sembrino molto perplessi riguardo al loro nuovo “Campione” quando Rendar dichiara di sapere ben poco oltre a ciò che è già stato detto. A detta di Matt, i Campioni dovrebbero esser figure potenti ed incredibilmente importanti e sagge, ma il comportamento e l’ignoranza mostrati dal mezz’elfo sembrano aver deluso non poco i due Agenti.

Boris continua il suo discorso, spiegando a Rendar che ora si trova nella Conca Verde e che un gruppo di mercenari fedeli alla Chiesa dei Venti noto come Sole Nascente sta setacciando le rovine di Oglash probabilmente per recuperare l’obiettivo della spedizione del Re Corvo. Essendo egli un Arconte, un alto funzionario della Chiesa dei Venti riconoscibile anche dalla stessa cicatrice sul collo di Padre Calliano, Boris ha un certo potere decisionale all’interno dell’accampamento e può far infiltrare Rendar senza troppi problemi.

 

“Farò di te un carpentiere”

 

 

Si capisce subito che la situazione non è delle migliori: l’accampamento è stato costruito intorno alle rovine e pullula di decine e decine di mercenari e adepti della Chiesa dei Venti. L’intera zona è ricoperta da scavi, tende, rotaie e carrelli da miniera pieni di detriti e cianfrusaglie elfiche ancora intatte, ma niente di particolarmente interessante.

L’alchimia tragi-comica che vi è tra Rendar, Alastor e Boris si nota subito dai numerosissimi siparietti: Alastor che cerca di far bere Rendar per farlo calmare e non andare nell’occhio, Rendar che fuma davanti a dei minatori e carpentieri frustrati e Boris che in qualche modo riesce a mantenere la copertura di tutto il gruppo intatta.

La domanda che sorge spontanea è questa: quanto durerà la pacchia per i nostri simpatici compagni, se due terzi di loro non riescono a mantenere un basso profilo e rischiano di venir scoperti dall’oggi al domani? Punti Dispiacere aggiuntivi a Rendar che è costretto a faticare sotto al sole e a impolverarsi la sua unica camicia preferita per passare inosservato.

 

“È un pensiero molto forte”

 

Screenshot che mostra l'elevato tiro a Furtività di Alastor nell'Episodio 9

 

Mentre Rendar si spacca la schiena, Alastor tenta di ricavare qualche informazione aggiuntiva aggirandosi furtivamente nella tenda degli ufficiali, azione caldamente sconsigliata dal saggio Boris. Dopo un tiro a Percezione pessimo per (non)accorgersi di esser osservato, si posiziona dietro alla tenda del Vice Comandante dei Sole Nascente Desler Rova, molto più morbido e permissivo del cattivissimo Comandante Trevor Digler, ed il rappresentante del sindacato.

Per veder meglio ed ascoltare la conversazione, Alastor ha la brillante idea di aprire un piccolo squarcio nella tenda, ma purtroppo non riesce a carpire qualche informazione importante in mezzo ai discorsi riguardo i fondi per le vettovaglie ed altri pipponi logistici. Quando fa per allontanarsi dalla tenda, la luce del sole entra dentro la tenda tramite lo squarcio e allerta i due mercenari.

“Oh no” è un pensiero molto, molto forte, ma che fortunatamente (ovvero tramite un sufficiente tiro a Furtività) non viene pronunciato da Alistar mentre i due si avvicinano allo squarcio. Il fortunatissimo orco riesce anche a convincere due guardie che lo avevano notato di esser un semplice addetto al controllo qualità delle tende, e che in effetti aveva trovato uno squarcio nella tenda degli ufficiali. Interpretazione di Gabrio e risate generali: priceless.

 

“Ma tu la conosci l’Elfa?”

 

 

Stavolta dopo i titoli di coda ci aspetta il gruppo dei Campioni di Fatumastra, ancora nel Mondo Onirico ed ancora in cerchio ad interrogare Arion. Galgith infatti aveva notato la figura di un’elfa unita ad una pianta metallica dalla vita in giù, la stessa che aveva permesso a Corialus e ai suoi di scappare dopo il colpo in banca, e giustamente ha chiesto al suo nuovo alleato se conoscesse l’essere in questione.

Arion, interpretato da Michele Poggi, non appena sente il nome di Corialus capisce che c’è qualcosa che non va. Si chiede come possa il nonno dell’ultimo imperatore degli Elfi esser ancora in vita, e soprattutto come possa una sua ex-compagna esser collegata a lui. Con un tiro su Conoscenze Arcane abbastanza alto, il Mondo Onirico si tramuta in una biblioteca e comunica ad Arion il suo sapere.

A quanto pare, l’elfa è il risultato di un antico rituale usato per connettere permanentemente delle sacerdotesse al Mondo, divenendo così molto più in sintonia con i Venti. L’elfa vista da Galgith e conosciuta da Arion è una di queste, ed è stata collegata allo stesso Mondo Onirico per permettergli di sopravvivere. Possiamo solo dire che nessuno, né Arion né noi del pubblico, si aspettava una risposta simile.

 

 

Avventurieri, vi siete goduti quest’episodio? Secondo voi riuscirà il nostro trio di comici mancati a non mandare all’aria la loro copertura? E soprattutto, che rapporto ha Arion con l’elfa aiutante di Corialus?

Siete d’accordo con le nostre speculazioni? Ne avete altre al riguardo o avete apprezzato quanto avete letto? Scrivetecelo nei commenti, e ricordate: Credendo Vides.

 

 

 

 

 

 

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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