Questa è la seconda parte del diario della partita a La Creatura condotta dal sottoscritto, la seconda parte di un racconto diviso in tre pubblicazioni settimanali.

La Creatura è un’esperienza ludica molto particolare, di cui vi avevamo parlato in un precedente articolo. Prima di continuare con la lettura, oltre che consigliarvi la lettura introduttiva, vi ricordo che i temi trattati nel titolo di Narrattiva sono molto particolari, legati alla sfera sessuale ed emotiva, e potrebbero turbare i più sensibili.

La Creatura
Le carte della seconda settimana.

“La Creatura ti ignora quando vuoi fare sesso e in generale si comporta in maniera insolita. Cosa fai?”

Si è ripresa un po’ dalla malattia dei giorni scorsi, così ho deciso di buttarmi e fare sesso con lei comunque. Ora è lei che non vuole, dice che non gli va, e in generale mi ignora. Credo se la sia presa, quindi prova sentimenti come i nostri? Non potendola costringere ho ceduto per un po’, ma alla fine mi sono fatto avanti in modo energico. Immagino che veda con rispetto le prove di forza, fisica e morale, e penso che alla fine abbia accettato di tornare a fare sesso proprio per rispetto del mio comportamento imperante. Non so se abbia veramente ancora voglia, ma non ho di certo intenzione di scandagliare la sua psiche, perché potrei scoprire cose che non voglio sapere.

“Quali sono i sintomi della malattia che ti ha trasmesso la creatura?”

Da qualche giorno provo un po’ di fastidio con la luce del sole. Sono costretto a portare gli occhiali da sole perché altrimenti mi iniziano a bruciare e lacrimare gli occhi. Di giorno mi sento anche più spossato del normale. Non voglio andare dal medico per ora, ma se le cose peggiorano sarò costretto.

“Cosa ti offre la Creatura oltre al sesso? Quali altre tue necessità soddisfa?”

Ho capito che la Creatura mi fa sentire utile, potente, necessario. Una serie di sensazioni che non provavo più nella mia precedente relazione, e forse non ho mai provato. Sapere che mi aspetta, che non vede l’ora di avventarsi su di me all’inizio mi spaventava, ma ora mi rende euforico. Inizio anche a giocare con lei, a farla attendere, ad illuderla, anche se faccio comunque fatica a resistere per troppo tempo.

“Persone vicine a te sanno o sapevano che facevi sesso con la Creatura. Perché non ne stanno parlando?”

Credo che nessuno mi abbia detto niente per lo stesso motivo per cui non sai cosa dire di fronte ad una tragedia di una persona cara. Sto ricevendo il trattamento del silenzio sull’argomento perché immagino che tutti stiano aspettando che succeda qualcosa di grave. Per ora vedono che la situazione è innocua e lasciano correre. Anche se, conoscendoli, credo che si siano già organizzati per fare qualcosa per impedirmi di portare avanti la relazione. Questione di tempo.

“Temi che la Creatura ti abbandoni. La trattieni con la forza o le prometti/concedi qualcosa?”

Lei è tornata a comportarsi in modo strano. Credo che si stia annoiando. Lo immaginavo, d’altronde come si fa da accontentare per troppo tempo una Creatura del genere. Per ora l’ho convinta a rimanere con me promettendole di essere più presente, di soddisfarla di più e di ridurre al minimo le mie assenze. Non so quando durerà.

“Di cosa si nutre la Creatura? In che modo mangia? Quanto è difficoltoso trovarle cibo?”

Per fortuna, la Creatura mangia carne. Non devo occuparmi di trovare strano cibo per lei, se non di farlo in quantità imbarazzanti. Compro un quantitativo di carne settimanale per sfamare un esercito di doberman zombie, ma per fortuna ho imparato a fare spesa in macellerie e supermercati diversi, così da non destare sospetti.

“Come (e quanto spesso) la Creatura ti dimostra affetto?”

Non credevo che la Creatura fosse capace di dimostrare anche affetto, oltre ad offendersi e risentirsi per i miei comportamenti. Non lo fa spesso, ma quando dimostra di avere un attaccamento anche non esplicitamente sessuale a me lo fa in molto diretto. Non parla ma sorride, fa delle strane smorfie, e fa di tutto per non far sembrare il suo viso troppo disgustoso. Un giorno ha anche lasciato intendere che ci tiene che io sia felice anche quando non sto con lei, nella vita di tutti i giorni.

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