Diario del dott. Flammini 28 Ottobre 1957 – Parte I

Flammini 28 ottobre 1957 - Parte I


Diario del dott. Flammini 28 Ottobre 1957 – Parte I

Oggi sono rimasto tutto il tempo ad osservare fuori dalla mia finestra, un paesaggio bellissimo, ma loro sono ancora li…. Da qui Ravenna si vede e loro sono ancora li: quei maledetti corvacci non si danno pace. Lo so, lo sento, cercano me, vogliono la mia carne. La bramano.

Raimondo, pardon, Frate Raimondo è venuto a dirmi che domani partirò con lui, che mi porterà in un luogo più sicuro, che qui sono troppo vicino a quel frate inquisitore che ora è in città, come si chiama… Non lo ricordo, la mia mente ormai e confusa.

Morti che risorgono? No è impossibile, i morti sono morti… Però se fosse vero… No, non voglio pensarci.

Da quando sono qui non ho visto nessun morto e non alcuna voglia di vederne.

Mi domando se l’uomo sulla pira era vivo morto. Se chiudo gli occhi riesco ancora a vederlo mentre arde e urla in preda al dolore. Era già un cadavere sbavante come mi hanno detto mentre bruciava? Oddio ma che sto scrivendo, certo che lo era, lo hanno arso vivo

Nessuno dovrebbe meritare una simile fine; meglio che parli di altro.
Il naso ora va molto meglio, la mia povera mano invece no. La sento ma stento a muoverla. Con le dovute cure in un mese sarebbe di nuovo in sesto… Già, le dovute cure, non di certo erbe e altri unguenti strani da francescano che qui mi propinano.

Ecco ancora cosa ho non ho fatto: non ho chiesto a Gervaso perché quel frate a Ravenna portava una granata al collo. Ma dopotutto, con tutto quello che mi hanno raccontato, qualunque risposta riceva ormai sarebbe comunque nulla in confronto a quanto scoperto l’altro giorno.

Tredici anni, sono tredici anni che vivono in questo inferno, stento a crederci, però… Però un beneamato cazzo. Io qui non so più di chi fidarmi. Non so più di COSA fidarmi, se della mia mente o delle mie sensazioni.

Perché sono qui?
Perché quei corvi mi osservano?

Andrò dal Gran Maestro e gli chiederò della Villa delle Rose. Se tutto è iniziato li forse, con un po di fortuna, tutto da li terminerà.

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Articolo a cura di Andrea De Bellis

Appassionato da sempre di gioco di ruolo, intervallo per anni la mia vita tra questi, lo studio e il lavoro. Dopo un periodo da giornalista professionista decido di laurearmi in storia, mia altra grande passione. Da qui il passo alla scrittura è breve.

Comprendendo come l'intrattenimento non possa essere in alcun modo scisso dal provare emozioni, mi propongo quale recensore emozionale per Player.it, ideando e curando nel frattempo le rubriche "Italy&Videogames", "Interviste Impossibili", "LARP: A Night With..." e "Autori di Ruolo: D12 domande a...", scrivendo il romanzo "Il diario del dott. Flammini" e ideando e lanciando le rubriche "Venerdì Oldies" e "Recensioni Emozionali", sostenendo sempre quanto sia più interessante parlare di "cosa suscita un titolo quando lo si gioca" piuttosto che l'evergreen "cosa è e come come funziona questo gioco".

Il gioco è intrattenimento, l'intrattenimento è emozione, l'emozione è vita.

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