Non è certo la prima volta che vi parliamo di Altay: L’Alba della Civiltà, con l’opera portata in Italia da MS Edizioni che è ad esempio stata oggetto di una nostra anteprima in quel del Play 2025. Un gioco da tavolo che vuole trasporre l’esperienza di videogiochi come Civilization o Age of Empires su un tavolo e che abbiamo finalmente potuto testare nella sua versione completa nelle scorse settimane.
Dopo aver provato più volte a far prosperare la nostra civiltà e a tarpare le ali a quelle dei nostri avversari siamo finalmente pronti a parlarvene più nel dettaglio e a raccontarvi meglio del perché Altay sia un gioco da tavolo da tenere in grande considerazione.
Strategia su tavolo
Il setting alla base del board game ricorda da molto vicino quello dei videogiochi strategici. Ogni partecipante, infatti, diventa il responsabile di una civiltà specifica, dotata di peculiarità uniche, punti di forza e di debolezza, e ha come compito quello di farla prosperare e renderla immortale. Per farlo sono diverse le strade percorribili, a partire da quella tecnologica fino ad arrivare a quella militare, passando ovviamente anche per la costruzione delle immancabili meraviglie.

Prima di arrivare alla vittoria finale si parte però da un piccolo lembo di terra, da espandere turno dopo turno all’interno della mappa di gioco. All’inizio, infatti, i partecipanti possiedono solo una piccola zona, con le aree inizialmente neutrali che sono occupate da pedine autonome.
Al fine di conquistare nuovi territori o potenziare in altri modi la propria civiltà è possibile utilizzare delle carte, con la mano del giocatore che si compone ogni turno con sempre cinque di esse. Quelle inutilizzate in precedenza vengono scartate e non è possibile portarle con sé di turno in turno.
Tramite l’utilizzo di tali carte è possibile fare un po’ tutto in Altay: L’Alba della Civiltà, a partire dalla raccolta di risorse fino alla costruzione di edifici, passando ovviamente anche per azioni belliche. Inizialmente il mazzo a disposizione del giocatore da cui pescare, che si autoalimenta con le carte usate in precedenza, è abbastanza ridotto. Fortunatamente è però possibile ampliarlo acquistando nuove carte dal mercante, spesso e volentieri più potenti di quelle iniziali, ma talvolta anche abbastanza specifiche.

Incrementare a dismisura il proprio deck, insomma, non è sempre un’idea vincente, dato che il risultato che si ottiene è quello di aumentare la variabilità della pescata iniziale del turno e, di conseguenza, il rischio di trovarsi tra le mani carte non utili ai propri scopi. Non farlo, del resto, preclude al giocatore l’accesso a carte potenti e in grado di dare un boost non indifferente alle proprie strategie.
Esistono anche delle meccaniche per salvare una carta specifica e delle risorse da un turno all’altro, ma si tratta di qualcosa su cui non è possibile fare troppo affidamento, per quanto siano sicuramente molto utili. Ogni turno, insomma, è un qualcosa di nuovo, con la pescata iniziale da cui dipende la buona sorte del singolo giocatore.
Impossibile non citare poi le tecnologie e il modo in cui Altay: L’Alba della Civiltà le implementa al suo interno. Ogni giocatore può ad esempio sceglierne una tra quelle a disposizione e farla propria posizionandoci sopra le risorse richieste. Riuscire a soddisfarne tutti i requisiti consente poi di ottenerne i vantaggi e sfruttarli poi nei turni successivi. Il poter scartare una carta per pescarne un’altra, per esempio, è un qualcosa di estremamente utile e che consente di rimediare a una pescata di inizio turno particolarmente sfortunata.
Bello e concreto
Sul piano della realizzazione, L’Alba della Civiltà non mostra il fianco a critiche di nessun tipo. I materiali usati, infatti, sono di buon livello, sia per quanto riguarda le pedine che per le numerose carte che contraddistinguono il gioco.
Notevole e ben fatto è poi l’aspetto artistico, con le illustrazioni del gioco da tavolo che risultano davvero piacevoli alla vista, anche grazie ai colori utilizzati. Il tabellone, che trovate come immagine a corredo di questo paragrafo, è ad esempio davvero carino da vedere, oltre che essere funzionale a livello visivo per quelle che sono le partite ad Altay.

Conclusioni
Altay: L’Alba della Civiltà è un buon gioco da tavolo, che riesce a proporre in maniera convincente la nascita di una civiltà e il suo cammino verso la gloria. Grazie a delle meccaniche mai banali, ma al contempo neanche complesse, inoltre, risulta essere un’ottima proposta sia per qualche partita for fun che per una compagnia di amici più appassionata e che vuole sviscerare bene ogni aspetto del gioco.
