Le mie Ragguardevoli Sessioni è una nuova rubrica a cura di Admin T, fondatore della nota pagina Sesso Droga e D&D ,  ospiteremo un loro articolo ogni mercoledì.
Indice :
#1 – Botte Eretiche e Fagioli Spaziali
#2 – Come tutto ebbe inizio
#3 – Battute squallide sugli elfi

 

Pine-ruolo*, anno Domini 2005.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

#4 La verga Ingestibile.

Era trascorso ormai un anno da quando il party si era costituito e ci eravamo lasciati alle spalle il primo periodo di sessioni incerte e di regole approssimate.
Ormai eravamo degli adulti! Mica come nell’ultima gita, che avevamo passato il tempo a discutere su quale arma il mio PG dovesse prendere.

Risso: “Guarda che ci sono meno mostri che hanno resistenza ad elettricità.”
Jack: “Ma l’arma infuocata ha sempre il suo fascino.”
Io: “E poi ho sangue draconico!”
Mumu: “Sì ma i draghi fanno soffi di quasi qualsiasi elemento.”
Porpo: “Nel prossimo annuario faccio la foto coi Raiban, così becco un sacco di tipe.”

party D&D
Classico party D&D in gita, sì, proprio così

Al che si avvicina il Prof. di scienze dell’altra classe inserendosi nel discorso: “Visto che state parlando dell’argomento, dovete sapere che i giacimenti di gas naturale della pianura padana…”

Ebbene sì, era una gabbia di matti.

Ma non nel 2005. No.
Ormai avevamo quindici anni, eravamo grandi. Passato lo scoglio del primo anno, potevamo lanciarci alla conquista del liceo e del mondo. C’erano ragazzi più piccoli ora a scuola e noi eravamo in volo per la leadership, soprattutto grazie al nuovo atteggiamento un sacco ganzo.

Basta con i PG di una sola classe* dal primo livello al ventesimo con al massimo una CDP*… Era giunto il momento di multiclassare* come se non ci fosse un domani!

Gandalf multiclasse
Old (very old) but gold

Ed ecco spiegato il perché del mio bardo/ladro/chef stellato, ovviamente devoto di Olidammara*.
Porpo giocava un paladino/palestrato/guardia nera, Mumu aveva optato per un chierico/chierico/chierico, ovviamente di Pelor*, e Risso ricordo solo che infilava centinaia di danni a turno, un’ora di attesa, con calcoli che manco alla Nasa.

Classe: power player. Jack, al solito, era il nostro master e leggeva compulsivamente decine e decine di romanzi fantasy per trovare ispirazione per le sue campagne. Questa era ovviamente una passione comune a tutto il gruppetto di amici.

Eravamo a casa di Jack per la sessione settimanale e accadde una cosa che non era mai successa prima.

Stavamo esplorando un castello nemico e per “esplorando” si intende massacrare qualsiasi cosa respirasse nelle ampie sale di pietra grigia.
Dopo una serie di combattimenti, con Risso che (nonostante fosse la punta di sfondamento del party) cercava sempre di parlamentare per sfoggiare le sue doti di ruolatore, arriviamo in una stanza spoglia, dove ci attende una sorpresa.
Si trattava di un Avatar di Olidammara in persona: un enorme mascherone ghignante che stazionava a mezz’aria e attendeva proprio noi. Era lì per farci dono di oggetti meravigliosi e aiutarci nella nostra impresa.

Verga del mago
Un’ipotetica Verga del Mago

Agli altri regala armi magiche come se fossero caramelle, mentre per me ha in serbo (anche se il Serbo non sapevo leggerlo) qualcosa di più adatto ad un suo devoto: una verga delle meraviglie.
Io non avevo il manuale del master, quindi non conoscevo l’oggetto in questione. Erano ancora lontani i tempi in cui avrei letto tutti i manuali.

Accetto, colmo di felicità, il dono e, insieme al resto del party, ci rechiamo verso i sotterranei del castello: unica possibile via d’uscita, dal momento che avevamo fatto crollare mezza struttura nel corso dei vari scontri.

L’Avatar della divinità si era smaterializzato all’improvviso senza nemmeno salutare.

La strada per la libertà non è ovviamente priva di pericoli e, in una stanza, troviamo alcuni Imp che ci attaccano senza pietà.
Sono delle creaturine fastidiose, nulla di così preoccupante, ma è in quella stanza che il mio PG trova la morte, a causa del dono della mia divinità.

Ingaggiamo battaglia con gli Imp e, nel mio turno, faccio una prova di “utilizzare oggetti magici”, impaziente di provare il nuovo giocattolo. Riesco a passare la CD del tiro e attivo l’oggetto.
Il master fa un tiro dietro lo schermo e mi annuncia che sono appena diventato completamente blu, come i puffi.
Rimango sbigottito mentre gli altri e i nemici fanno le loro azioni.
Che scherzo è questo? Quando tocca a me provo ad agitare una seconda volta la verga e Jack mi spiega che su tutto il mio corpo sono cresciute delle foglie.

Io: “Ma cosa sta succedendo? Ma che presa per il culo è questa?”
Jack: “Funziona così da regole, a fine sessione ti faccio vedere il manuale.”
Risso: “Non usarla più!”
Mumu: “Abbi fede in Olidammara, la terza volta è quella buona.”
Porpo: “Minchia raga mi ha scritto Genoveffa, quella che mi ha visto sull’annuario dell’anno scorso!”

olidammara
olidammara

Intanto era passato un altro giro e, giunto il mio turno, decido di seguire il consiglio del chierico, che sicuramente ne sa più di me in fatto di divinità.
Non è possibile che Olidammara voglia la mia rovina.
L’ho sempre servito fedelmente e non ho mancato di ubriacarmi ogni volta che ne ho avuto occasione. Attivo la verga per la terza volta e il master si mette a ridere.

 

Io: “Cazzotiridi!?”
Jack: “Ti sei appena rimpicciolito ad un dodicesimo della tua statura! Sei alto una decina di centimetri!”

Scoppia l’ilarità generale: ora sono davvero un puffo.
Un puffo foglioso per giunta.
Intanto uno degli Imp, un Imp di ghiaccio, ha la brillante idea di riempire di stalattiti di ghiaccio il soffitto della stanza e, quando tocca ai miei compagni di party, uno di loro (darei molto volentieri la colpa a qualcuno, ma non ricordo davvero chi) riesce ad infilare due “1” sul dado: il terribile e fatale fallimento critico.
Gli scivola l’arma dalle mani, che va a colpire il soffitto.

Due ghiaccioli appuntiti si staccano cadendo addosso al povero puffo foglioso, ponendo fine alla vita del mio PG.

Puffo D&D
Vogliamo ricordarlo così.

Disperato, ma orgoglioso, cerco di accettare la morte con filosofia: fingo disinteresse e superiorità mentre gli altri riescono a fuggire dal castello. Il master mi prende da parte e mi promette un seguito di sessione “privata” nel quale l’anima del mio PG avrebbe vagato per vari piani d’esistenza, scoprendo oscuri segreti, prima di reincarnarsi in un nuovo corpo.

Felice di questa rivelazione, torno al tavolo appena in tempo per rendermi conto della mia fortuna e della provvidenza di Olidammara: fuori dal castello i miei compagni han trovato Fritz, lo gnomo, che ha sapientemente truffato tutti, facendo lasciare al party buona parte del bottino recuperato nel castello (vedi i precedenti episodi per scoprire chi è Fritz).

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*Pine-ruolo: ovvero Pinerolo. Provincia di Torino, valli del pinerolese. Un posto che chiamerò per sempre “casa”.
*Classe: il “mestiere” del personaggio di un GDR. Tipo guerriero, mago, barbaro etc…
*CDP: classe di prestigio. È tipo la specializzazione di un medico.
*Multiclassare: fare un personaggio con più classi (vedi sopra). Tipo imbianchino/consulente finanziario/parrucchiere.
*Olidammara: dio burlone di ladri, bardi e ubriaconi.
*Pelor: dio buono fino allo sfinimento.

Un articolo a cura di Admin T per – Sesso Droga e D&D