Wave Racing Simulation Center, l’innovativo Sim Racing Center tutto italiano


L’annuncio di un nuovo progetto sviluppato e gestito da nostri connazionali porta sempre dentro di noi una puntina d’orgoglio, e se questo progetto va a toccare anche aspetti del medium videoludico per noi giocatori diventa un motivo di vanto.

Il progetto in questione è la nascita del Wave Racing Simulation Center, nato dalla collaborazione tra Wave Italy e ASUS. Noi di Player.it siamo stati invitati all’inaugurazione del centro, e possiamo ora raccontarvi i dettagli di questo interessantissimo progetto tricolore.

 

Scienza, Industria e Cuore Italiano

 

 

Per chi non la conoscesse, Wave Italy è un’azienda italiana con sede a Maranello e Verona che si occupa della ricerca e dello sviluppo di software ed hardware per la simulazione di guida competitiva, detta più comunemente Sim Racing.

I loro prodotti sono anche utilizzati da piloti professionisti di tutto il mondo, che fanno affidamento sulla certosina ricreazione dei modelli delle vetture di Wave Italy per sessioni d’allenamento o per affinare la propria tecnica di guida. 

Wave Italy è considerata un’azienda leader nel suo settore proprio per la cura minuziosa ai dettagli sia meccanici e tecnici dei macchinari, sia per l’attenzione sulle sensazioni di guida e simulazione per piloti veterani o amanti del Sim Racing.

 

Fotografia di una postazione di tracking di dati in tempo reale al Wave Racing Center di Verona

 

Uno degli obiettivi di Wave Italy è fornire quest’esperienza simulativa ad un pubblico più vasto e con le più innovative tecnologie a loro disposizione. Proprio per questo hanno unito le proprie forze con ASUS per creare il centro dedito alla guida simulativa più avanzato di tutta Europa: il Wave Racing Simulation Center

Il Centro è stato inaugurato il 21 Marzo a Verona, sede della divisione Ricerca&Sviluppo di Wave Italy, e come abbiamo potuto vedere attraverso il tour avrà al suo interno ben 6 postazioni dinamiche e customizzabili a seconda del desiderio e della voglia di simulazione.

Le postazioni sono attualmente pensate per 3 categorie di piloti: i professionisti di Formula 1 e GT, gli aspiranti piloti della neonata Formula E ed infine per tutti gli atleti che competono in gare ed eventi di Sim Racing e gli amatori del genere.

 

Fotografia di un abitacolo simulativo della Ferrari Formula 1 al Wave Racing Center di Verona

 

I macchinari a disposizione da Wave Italy saranno all’ordine del giorno: volanti professionali che ricreano perfettamente quelli della Formula 1, pedaliere ed abitacoli con materiali all’avanguardia, schermi e monitor offerti da ASUS che portano fluidità e nitidezza d’immagine senza paragoni. Questi saranno il terreno d’allenamento ideale per le prime due categorie di fruitori del Wave Racing Simulation Center.

I piloti potranno allenarsi nel Professional Training Center sviluppato all’interno del centro esclusivamente per loro. Saranno affiancati anche da Driver Coaches con strumenti all’avanguardia per la misurazione delle prestazioni e delle variabili simulative.

Per tutti i Sim Racers ci saranno invece altre 4 postazioni GT per potersi allenare in solitaria, in compagnia o addirittura on-line, connessi con molti altri center intorno al mondo. Il tutto sarà supervisionato dagli strumenti ed affidabilità di ASUS ed il know-how e l’organizzazione di Wave Italy.

Abbiamo avuto modo anche noi di provare una delle postazioni, settata prima per un’esperienza più giocosa e un pelo più arcade, passando successivamente alla vera prova simulativa. Possiamo assicurarvi che le sensazioni provate appena sfiorato l’acceleratore di una potentissima macchina GT sono state impagabili e quasi indistinguibili dalla realtà.

Tanti auguri quindi a questa nuova iniziativa tutta nostrana, che dimostra ancora una volta la volontà e le capacità italiane di innovare il mondo che ci circonda.

 

 

 

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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