Il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis apre agli esports

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La scena competitiva degli esports si sta facendo largo nel mondo del pallone italico con grande prepotenza. Se la crescita della curiosità intorno ai videogiochi competitivi è in continuo aumento all’estero, qui in Italia si stanno facendo passi importanti per mettersi alla pari, obiettivo ancora lontano ma non impossibile da raggiungere.


Se in Germania e in Inghilterra non è raro vedere società calcistiche fondare team di League of Legends o Rocket League, in Italia sono proprio i titoli calcistici, PES e FIFA, ad aver catturato l’attenzione del sistema calcio. In Serie A si sono mosse per prime le due squadre di Genova, Sampdoria e Genoa, l’Empoli e la Roma, ma molte altre squadre hanno deciso di sfruttare il momento d’oro degli esports che ha bisogno di investimenti, ma porta anche molti introiti.

Durante un’intervista al Corriere dello Sport, il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, da poco proprietario anche del Bari, ha espresso il suo volersi avvicinare al mondo degli esports, perché “i campionati si giocano sul campo, ma ci sono anche campionati virtuali”. Ecco cosa ha detto nello specifico:

Abbiamo lavorato sugli Electronic Sports e su come i giovanissimi si avvicinano al mondo dello sport. Il calcio si gioca sul campo, ma ci sono anche campionati virtuali dove si iscrive una squadra e si assumono dei giocatori che si misurano alla console con altri team di tutto il mondo.

De Laurentiis ha anche parlato di come tutto sia regolamentato dal più alto organo istituzionale calcistico, la Fifa, e ha affermato di essere a conoscenza dell’ottimo lavoro svolto in tal senso dai due grandi colossi dei giochi di calcio, Konami e EA Sports. Questo ci fa capire che il patron del Napoli si è comunque informato sulla questione in modo da non farsi trovare impreparato sull’argomento, da furbo imprenditore sempre sul pezzo.

Ha continuato dicendo:

Ci sono tornei agguerritissimi. Abbiamo discusso di queste opportunità che esistono per noi squadre europee ovvero come potenziare con i colori della propria formazione sia il tradizionale gioco del calcio sia altre tipologie di giochi elettronici. Il mercato americano, cinese, giapponese sono molto appetibili.

Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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