AtraX annuncia la chiusura del settore competitivo

AtraX


Una triste notizia ci giunge dal mondo degli eSports italiani: AtraX ha annunciato sul proprio sito ufficiale la chiusura del settore competitivo. AtraX è una multigaming italiana fondata il 4 gennaio 2014 sulle basi di una struttura indipendente. Lo scopo di AtraX eSports era quello, come si legge sul loro sito, di condurre i propri player e team ai vertici del gaming competitivo, sia nazionale sia europeo.


AtraX, però, aveva (ormai bisogna parlare al passato) un approccio diverso da quello di altre associazioni simili. Il fine ultimo era quello di formare una comunità unita, una famiglia vera e propria che incarnasse lo spirito degli eSports, ovviamente con un occhio di riguardo ai risultati sportivi. Il loro team è stato eletto come il migliore tra quelli italiani che hanno preso parte al DreamHack di Valencia.

La multigaming era sempre pronta a supportare progetti in ascesa e puntava alla crescita degli eSports in Italia. Una crescita che, forse, non sempre ha avuto terreno fertile nel nostro paese. Il roster di team di AtraX erano dediti al gioco competitivo su Dota, League of Legends, Overwatch e Hearthstone.

AtraX: le motivazioni della decisione

AtraXLe motivazioni non riguardano assolutamente una mancanza di stimoli o cose simili, anzi, la voglia e la passione rimangono intatte, ma, si legge sul sito ufficiale:

Siamo sempre andati avanti con l’idea che AtraX dovesse essere una realtà solida, con una struttura ed un’organizzazione professionale e vincente. Purtroppo le buone idee ed i migliori propositi non bastano se non affiancati da risorse economiche consistenti da investire sul lunghissimo periodo, cosa che noi non siamo più in grado di sostenere autonomamente.

Piene di rammarico le parole del CEO di AtraX:

Creai questa realtà con l’intento di cambiare le cose, personalmente, credo che la nostra parte l’abbiamo fatta MA…Ad oggi, non abbiamo più la possibilità di sviluppare le nostre idee, “la meritocrazia ha perso.

Come detto, però, l’amore per questo campo non si è affievolito e così Atrax fa sapere che non usciranno di scena completamente dal mondo degli eSports. Il settore competitivo sarà solo un ricordo, ma i ragazzi di AtraX metteranno l’esperienza acquisita in questi anni per offrire servizi di consulenza professionale e gestione diretta.

Noi di Player.it non possiamo fare altro che augurare il meglio a tutti i ragazzi che hanno fatto parte del progetto.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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